La Nuova Sardegna

Olbia

La scommessa di 6 giovani: il gelato “made in Gallura”

di Tiziana Simula
Marcello Muntoni, Maurizio Campus e Piero Corda nell’azienda “Soffici bontà” in zona industriale
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Marcello Muntoni, Maurizio Campus e Piero Corda nell’azienda “Soffici bontà” in zona industriale

Il marchio Bolmea è nato un anno fa da un’idea del tempiese Marcello Muntoni «Solo latte fresco al 100%». Il prodotto è in vendita nella grande distribuzione

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TEMPIO. «Cosa vorresti fare da grande?» A quella domanda ripetuta un’infinità di volte, quand’era bambino, la sua risposta è sempre stata solo una: «L’industriale!». Quell’idea non ha mai vacillato, crescendo, neppure quando ha visto naufragare l’azienda di famiglia, una concessionaria Fiat che aveva fatto la storia delle auto in Gallura per trent’anni.

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Ci sono voluti sette anni, tanta determinazione, sacrificio e umiltà – e parecchi soldi –, ma quel sogno, Marcello Muntoni, 37 anni di Tempio, alla fine l’ha realizzato. Un sogno soffice e dolce, che richiama alla gioia. Produce gelati nella zona industriale di Tempio, utilizzando latte fresco al 100%: 700, 800 litri di latte vaccino arrivano ogni mattina dagli allevamenti di Perfugas nello stabilimento di “Soffici bontà” , la srl che ha messo in piedi insieme ad altri cinque soci, e qui, viene trasformato in gelato di Sardegna col marchio Bolmea.

Nel maggio di un anno fa, il taglio del nastro dell’azienda, 1.400 metri quadri nel lotto 650, costruiti di sana pianta. Due milioni di investimento, di cui 550mila messi di tasca dai sei soci, il resto finanziato da Invitalia, l’agenzia dello sviluppo del ministero dell’economia «La prima coppetta è finita nei supermercati lo scorso luglio grazie alla disponibilità dei Supermercati Marcello che ci ha inserito nei suoi sei punti vendita della zona – racconta il giovane imprenditore gallurese, laurea in economia aziendale alla Bocconi, sette anni di lavoro a Milano e tre a Istanbul – Ora, il nostro gelato sta entrando in tutte le catene della grande distribuzione». Duemila e 400, i chili di gelato che l’azienda può produrre al giorno, per un totale di 9.600 vaschette da 250 grammi e 24mila coppette.

«Produzione in quantità industriale ma con tecniche artigianali – spiega –: lo zucchero e gli altri ingredienti vengono aggiunti a mano». Sei, i gusti, di cui tre bigusti. Il più gettonato, il gelato alla ricotta e fichi caramellati. «Ricotta sarda fresca, così come lo yogurt», rimarca Marcello Muntoni.

Il gelato di Sardegna nasce in un laboratorio fatto di tini, cisterne, tubi e apparecchiature in acciaio inox. «Il latte di arriva ogni mattina, se è possibile di prima mungitura, e viene versato crudo nella cisterna a refrigerare. L’utilizzo del latte crudo ci permette di sfruttare il grasso naturale, senza ricorrere ai grassi vegetali», spiega il giovane, mentre racconta le varie fasi di lavorazione: dall’arrivo del latte in laboratorio, alla trasformazione in gelato, fino al confezionamento. A seguire tutto il processo, Maurizio Campus, Piero Corda e Claudia Brigaglia, soci di “Soffici bontà”, insieme a Salvatore Punzeddu e Dario Fossati, tutti galluresi, di Tempio e Calangianus, a parte l’ultimo, mentore del progetto, che è di Milano. Una scommessa per questo gruppo di giovani imprenditori (dai 28 ai 43 anni) che il lavoro se lo sono voluti creare nella loro terra. Costi quel che costi.

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