Discariche abusive, il sacchetto selvaggio deturpa ancora Enas
Ennesimo intervento della De Vizia per pulire un terreno La rabbia di un residente: scaricano di tutto, si recinti l’area
OLBIA. Ci sono voluti due viaggi per smantellare pezzo per pezzo la discarica abusiva. Il camion della De Vizia ha percorso due volte la strada Olbia-Enas per trasportare tutti i rifiuti accumulati in poche settimane in un terreno che, da quando è scattata la raccolta differenziata, è diventato il campo d’azione preferito dagli incivili. Ma la signora Pietrina Degortes, 78 anni e spirito battagliero, sa bene che tra qualche giorno tutto tornerà come prima. «Finché non chiuderanno quel terreno, noi saremo destinati a vivere in mezzo alla spazzatura», dice la donna, che abita nei pressi della stazione di Enas.
La grande discarica. Il modus operandi è sempre lo stesso. Gli allergici alla raccolta differenziata si presentano sul posto a bordo di auto e camioncini. Poi, quando sono certi di non essere visti, aprono il cofano e scaricano praticamente di tutto. Pietrina Degortes, qualche giorno fa, ha contato addirittura venti paia di scarpe con il tacco a spillo. «La De Vizia è venuta e ha portato via tutto, ma non è mica la prima volta che lo fa – racconta -. Ogni tanto viene e ripulisce, ma dopo qualche ora siamo punto e a capo. L’unica soluzione è la chiusura di quel terreno». Nel mirino c’è un fazzoletto di terra privato ma abbandonato a se stesso, a pochi passi dalla stazione, in via Enas, che ricade nel comune di Olbia. È qui che tante persone decidono di abbandonare i rifiuti prodotti dentro casa. «Il terreno va chiuso, le auto e i camion hanno addirittura lo spazio per far manovra», aggiunge la donna.
Tra topi e sacchetti. La casa di Pietrina Degortes si trova proprio accanto al terreno incriminato. «Nei mesi abbiamo visto di tutto – racconta -. Elettrodomestici, auto abbandonate, magliette, pantaloni, anche una busta piena di pacchetti di sigarette. Una volta il vento ha fatto volare alcuni rifiuti, quindi li ho raccolti tutti in un sacchetto. E la De Vizia non lo ha ritirato perché era materiale non differenziato. Non si può vivere così, l’altro giorno ho anche chiamato i carabinieri». La discarica alle porte di Enas è anche il paradiso dei topi. Qualche mese fa, per esempio, un’altra donna che abita nelle vicinanze aveva raccontato di essere salita in auto e di aver trovato un topo che passeggiava tra sedili e cruscotto. Invece un altro topo aveva fatto il suo nido tra i tubi della lavatrice. (d.b.)
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