Olbia, la falsa vedova rimessa in libertà dopo l’interrogatorio
Gabriella Pinna, 46 anni, è finita in manette per una truffa messa a segno ai danni di un possidente ottantenne
OLBIA. Gabriella Pinna, la donna di 46 anni finita in manette per una truffa messa a segno ai danni di un possidente ottantenne è stata rimessa in libertà. La presunta truffatrice, venerdì mattina, è comparsa davanti al gip del tribunale di Tempio Elisabetta Carta per essere sottoposta all’interrogatorio di garanzia nel corso dell’udienza di convalida.
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Al termine dell’atto giudiziario la Pinna è stata rimessa in libertà ma sarà sottoposta all’obbligo giornaliero della firma nel commissariato della polizia di stato di Olbia.
I legali della donna, gli avvocati Luca Tamponi e Gianni Pilisiu hanno sostenuto che il caso che vede coinvolta la loro assistita «si è notevolmente ridimensionato davanti al magistrato, il quale ha dato incarico di valutare la reale entità delle somme che il possidente ha prestato alla nostra cliente, cifre ben lontane dai duecentomila euro che le vengono contestate».
La vicenda che ha fatto finire la donna agli arresti domiciliari avrebbe preso avvio alla fine del 2013, subito dopo l’alluvione causata dal ciclone Cleopatra.
Graziella Pinna, entrata in confidenza con l’anziano possidente del quale conosceva la disponibilità economica avrebbe avviato una serie di richieste motivandole con l’improvvisa morte del marito e con una serie di spese da sostenere che le avrebbero fatto recuperare un credito che vantava nei confronti di una assicurazione, Per far questo avrebbe, in diverse occasioni (almeno stato alle dichiarazioni della vittima della presunta truffa) fatto conoscere al suo benefattore un presunto notaio che avrebbe certificato l’inesistente credito.
«Nella vicenda processuale risultano mancanti somme che superano i quarantamila euro, ma non vi sono prove del loro prelevamento in banca», dicono i difensori dell’indagata. (red. ol.)
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