SASSARI-OLBIA LA STRADA SENZA FINE
di ENRICO GAVIANO Se non si può parlare di tela di Penelope, poco ci manca. E’ la Sassari-Olbia a quattro corsie, i cui lavori un giorno sembrano procedere a passo spedito, e quello successivo...
di ENRICO GAVIANO
Se non si può parlare di tela di Penelope, poco ci manca. E’ la Sassari-Olbia a quattro corsie, i cui lavori un giorno sembrano procedere a passo spedito, e quello successivo trovano un altro intoppo che ferma tutto. L’ultima notizia in ordine di tempo è quella che riguarda il lotto sei: un tratto di sei chilometri che alla fine impiegherà per essere completato più del tempo necessario per unire con un tunnel e un ponte sospeso sul mare i 16 chilometri che separavano la Danimarca alla Svezia. Ma, evidentemente, le grandi opere in Italia partono già con l’handicap: fra burocrazia, gare d’appalto , aziende che falliscono, infiltrazioni mafiose e chi più ne ha più ne metta, i tempi si dilatano all’infinito. Il cantiere sul lotto sei è fermo da tre mesi perché le aziende impegnate non ricevono più soldi da tempo. I dipendenti delle aziende sono in cassa integrazione mentre l’Anas dice che i pagamenti sono ormai in dirittura d’arrivo ma che per ora non si possono saldare. Così si rimane inchiodati al palo dell’attesa. Con una situazione che non lascia prevedere nulla di buono per l’opera che, ricapitolando, è lunga 80 chilometri divisa in dieci lotti. Di questi ne sono stati completati solo 4 per un totale di 27 chilometri. I due lotti da Ploaghe ad Ardara (12 chilometri) e i due da Monti a Loiri (15 chilometri). Poi è in dirittura d’arrivo il piccolo lotto all’ingresso di Olbia. Per il resto solo problemi: nel lotto 2 e nel 4 i lavori non sono manco iniziati, nel 3 i lavori sono a metà percorso. Nel 5 e 6 lavori appena iniziati e poi bloccati per i problemi della Technis che si era aggiudicata l’appalto. Riavvolgendo il nastro, si risale al 2007 quando Renato Soru decise con il sostegno del Governo Prodi di dirottare sull’opera di utilizzare una parte dei fondi Fas per la 4 corsie. Da allora, sono trascorsi ben 5 anni per iniziare per bandire gli appalti. Procedure partite velocemente perché la Regione per un certo periodo aveva avuto dal Governo la possibilità di operare sulla scia del G8 in Regime commissariale, sveltendo tutte le pratiche. Poi, però, nel 2013 è subentrata l’Anas e i tempi sono ritornati quelli “biblici” della burocrazia italiana. E intanto il nord Sardegna aspetta...
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