Un divano contro le lunghe file in banca
Singolare protesta nella notte di alcuni cittadini, esasperati per la lentezza degli istituti di credito
TEMPIO. Per i cittadini tempiesi che si trovano nella necessità di usufruire dei servizi bancari, anche un semplice prelievo dal bancomat diventa problematico. Le proteste verbali e anche scritte inoltrate agli istituti operanti in città non sono state mai prese in alcuna considerazione. Venerdì notte, ad esempio, dopo che nel pomeriggio il bancomat del Banco di Sardegna di piazza De Gasperi era stato preso d’assalto per ore da centinaia di clienti imbufaliti per la lunga attesa, due anonimi cittadini hanno depositato di fronte all’ingresso un vecchio divano. A significare le difficoltà di accesso ai servizi, ingigantitesi, in questi ultimi mesi, dopo l’assorbimento della Banca di Sassari nel Banco di Sardegna (con grande disappunto dei clienti dell’una e l’altra banca costretti a lunghissime file, nonostante l’impegno degli impiegati) e dopo il trasferimento a Olbia dell’agenzia del Monte dei Paschi di Siena dopo oltre nove anni di attività. «Non ne possiamo più- dicevano ieri mattina alcuni cittadini, mentre degli incaricati trasportavano alla discarica di Parapinta il significativo divano -. Non è vero quanto ci dicono sulla velocità delle operazioni tramite web. Il contatto con la banca e con il funzionario di riferimento deve restare. Non si può parlare con uno schermo sapendo che dall’altra parte non c’è nessuno. Ne tanto meno serve un computer se occorrono soldi in contanti che so di avere dall’altra parte di una macchina, di fronte alla quale però si fanno file anche di oltre un’ora».
«In nove mesi l'offerta degli stituti di credito nella nostra città - ha dichiarato qualche giorno fa Patrizio Saba della Confcommercio - si è ridotta di in terzo. È lo specchio di un mercato sempre più in ginocchio che attende interventi urgenti, mirati a rilanciare quei settori trainanti che oggi sono quelli che stanno spingendo il territorio verso il fondo». (a.m.)
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