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Sensibilmente: «Negare la gita a un alunno autistico è grave»

LA MADDALENA. Le scuse della scuola non sono bastate. Il mancato invito alla gita scolastica a Barcellona per uno studente del liceo con disturbo dello spettro autistico continua a fare male. «Quanto...

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LA MADDALENA. Le scuse della scuola non sono bastate. Il mancato invito alla gita scolastica a Barcellona per uno studente del liceo con disturbo dello spettro autistico continua a fare male. «Quanto accaduto arriva a pochi giorni dalla giornata mondiale di sensibilizzazione all’autismo – commenta Veronica Asara, presidente dell’associazione Sensibilmente onlus –. Ci troviamo invece amaramente a prendere atto di una storia che di inclusivo non ha nulla. La famiglia ha saputo della gita a Barcellona due giorni prima. La dirigente scolastica si è scusata dicendo che si è tratto di una svista, di un errore umano dell’insegnante di sostegno convinto di aver scritto un messaggio nel diario del ragazzo. Ricordo che io stessa andai in gita a Barcellona con la mia classe e ricordo che l’organizzazione comportò una mobilitazione organizzativa da parte della scuola e di noi studenti, che iniziò almeno due mesi prima. Dubito che le cose siano cambiate a 25 anni di distanza. Organizzare una gita all’estero comporta consigli d’istituto, richieste di autorizzazioni, passaggi burocratici. Ci vuole tempo e la scusa della svista di un messaggio mancato, avrebbe potuto reggere se la gita fosse stata il giorno successivo al museo di fianco alla scuola, per fare un esempio. Saltare il passaggio di comunicare alla famiglia di una gita all’estero è un atto prolungato, ripetuto, reiterato, quindi non può essere una svista». La presidente Asara non accetta le scuse della dirigente scolastica Maria Bianca Morgi. «La dirigente individua nell’insegnante di sostegno il responsabile dell’errore umano facendolo diventare il capro espiatorio. È una cosa che accade con una certa regolarità e nasconde una forma mentis precisa. L’insegnante di sostegno è un insegnate della classe che ha il compito di aiutare l’integrazione del gruppo classe e lo studente con disabilità. Quindi il ragazzo autistico non è un alunno dell’insegnante di sostegno, almeno non di più di quanto non lo sia di tutti gli altri insegnanti. Un quadro che fa capire quanto quel ragazzo non sia integrato nella sua scuola, quanto sia di fatto ignorato da tutti coloro che dovrebbero tutelarlo. Chiamatelo errore umano, per me è discriminazione». (a.n.)

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