La Nuova Sardegna

Olbia

Il M5S va alla guerra dell’acqua, in aula la mozione sulle tariffe

di Tiziana Simula
Il M5S va alla guerra dell’acqua, in aula la mozione sulle tariffe

In Consiglio la proposta dei pentastellati che chiedono la riduzione per i periodi di non potabilità Ferinaio e Piccinnu: il sindaco si faccia paladino delle istanze dei cittadini nei confronti di Abbanoa

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OLBIA. Sette ordinanze di non potabilità dell’ acqua da ottobre 2015 a oggi per valori fuori norma. Ma gli olbiesi continuano a pagarla come se fosse potabile. Il M5S va alla guerra dell’acqua. E in una mozione che verrà discussa oggi in consiglio comunale (ore 16) chiede al sindaco Settimo Nizzi «di farsi paladino delle istanze dei cittadini, senza limitarsi a firmare le ordinanze di divieto quando scatta l’emergenza. I consiglieri comunali Teresa Piccinnu e Roberto Ferinaio ieri hanno tenuto una conferenza stampa per accendere i riflettori su un problema di primaria importanza «per il quale non siamo riusciti finora a ottenere risposte. Con questa mozione, vogliamo che Nizzi si faccia portavoce nei confronti di Abbanoa delle istanze dei cittadini, che continuano a pagare come potabile l’acqua che potabile non è, con grave disagio e spese per gli utenti costretti a comprarsela – ha spiegato Teresa Piccinnu –. Chiediamo la riduzione delle tariffe in base alla qualità dell’acqua erogata». I pentastellati sono ritornati alla carica dopo aver già sollevato la questione in un’interpellanza del 9 gennaio, «alla quale non abbiamo ricevuto risposte adeguate», hanno sottolineato i due consiglieri. Ecco, quindi, la mozione attraverso la quale chiedono l’adozione di tariffe differenziate e l’ indennizzo a titolo risarcitorio a seguito delle ordinanze di non potabilità emesse dal sindaco. «Una mozione circoscritta alla questione tariffe, da cui intendiamo far partire la discussione ampliandola successivamente alle altre problematiche: dallo stato del sistema idrico a quello dei potabilizzatori».

Su una questione primaria, qual è quella dell’acqua, hanno rimarcato, «il Comune dev’essere parte attiva, essendo anche socio di Abbanoa con l’1,047 per cento».

«Chiediamo trasparenza al Comune – ha aggiunto Roberto Ferinaio – e auspichiamo che l’amministrazione si assuma la responsabilità di fronte al cittadino. L’acqua è un bene primario che deve essere gestito e distribuito come bene pubblico. Non può esserci lucro».

Nella mozione, i cinquestelle chiedono «l’adozione di tariffe differenziate e scontate in caso di vigenza di ordinanze di non potabilità e il rimborso delle somme addebitate in più agli utenti relativamente ai periodi di non potabilità, applicando le tariffe previste per l’ acqua irrigua». Affinché non si abbiano ripercussioni di natura finanziaria sul bilancio di Abbanoa, i consiglieri propongono che «il rimborso delle somme percepite in più sia diluito nel tempo, senza esborso di denaro, ma a decurtazione dei canoni sulle prossime fatture sino al saldo di quanto spettante ad ogni utente danneggiato».

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