La Nuova Sardegna

Olbia

Picchia la moglie, arrestato un rifugiato

Picchia la moglie, arrestato un rifugiato

Trinità, nigeriano in carcere per maltrattamenti in famiglia: era ospite del centro di accoglienza di La Paduledda

2 MINUTI DI LETTURA





D’AGULTU. Un cittadino nigeriano di 26 anni, Vincent Confidence, un “richiedente asilo” ospite del Centro di accoglienza per i rifugiati di La Paduledda, in agro di Trinità, è stato tratto arrestato lunedì pomeriggio dai carabinieri del Nucleo radiomobile con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni.

Secondo quanto si legge in un comunicato del Comando Provinciale dei carabinieri di Sassar, l’uomo si sarebbe opposto all’allontanamento dal Centro di accoglienza, della sua compagna e di un suo figlioletto di un anno disposto dal Tribunale per i minorenni di Sassari, dopo i reiterati maltrattamenti da parte del nigeriano.

Vincent Confidence, conosciuto nel centro come un violento che a ogni evenienza picchiava la donna, sarebbe andato in escandescenze alla richiesta degli operatori sociali incaricati dal tribunale per i minorenni di Sassari di portar via la donna e il bambino. L’uomo dopo avere protestato prepotentemente con gli operatori ha cominciato a prendersela pericolosamente contro la donna, “già altre volte picchiata e maltrattata”, come qualcuno degli ospiti, con molta paura e circospezione, racconta. Il pronto intervento dei carabinieri del 112, giunti subito sul posto, ha evitato guai peggiori per tutti. Per gli operatori, per la donna e il bimbo, ma anche per lo stesso nigeriano che nella rabbia avrebbe potuto appesantire molto le sue responsabilità. I militari infatti, hanno rinvenuto addosso all’uomo un coltello a serramanico, messo sotto sequestro, con il quale l’arrestato, anche nel recente passato, avrebbe più volte minacciato la compagna. La donna nell’aggressione di ieri, prima che arrivassero i militari, ha riportato una serie di lesioni al collo, giudicate guaribili in dieci giorni di cure dai medici che l’hanno soccorsa.

L’uomo invece è stato arrestato e tradotto alla casa di reclusione Paolo Pittalis di Nuchis a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nel Centro di accoglienza di La Paduledda il fatto viene commentato con molta amarezza e preoccupazione, non dagli addetti ai lavori, per i quali vige evidentemente l’ordine del silenzio, quanto da alcuni ospiti, che raccontano dei maltrattamenti ai quali il nigeriano sottoponeva la donna e in qualche occasione anche il bambino che dovrebbe essere figlio soltanto della povera rifugiata. Apprezzato il provvedimento del tribunale per i minorenni di Sassari “che mette fine alle sofferenze della donna”. Qualche preoccupazione invece «se l’uomo, una volta rimesso in libertà dovesse essere nuovamente assegnato alla struttura di Trinità». (a.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative