Ganau, adesso si parla di licenziamenti
La crisi del sugherificio. Dipendenti preoccupati dopo l’ultimo incontro: martedì verrà comunicato il numero degli esuberi
TEMPIO. Il lunghissimo periodo di incertezza che il sugherificio Ganau sta vivendo da qualche tempo, e che si è accentuato in questi ultimi due mesi e mezzo anche in seguito all’atteggiamento dei delegati sindacali, che firmano accordi con la proprietà non pattuiti con i lavoratori, ( vedi accordi sulle tredicesime e stipendi arretrati, spalmati su un lungo periodo), pare destinato a protrarsi ancora. Così, famiglie e operai, trascorreranno le festività pasquali in apnea.
Ultimo incontro. Mercoledì 12, proprietà, Confindustria e rappresentanti sindacali si sono incontrati a distanza di quasi un mese, (15 marzo scorso), quando erano stati calendarizzati i pagamenti delle tredicesime e degli stipendi arretrati. Tema dell’ultimo confronto, durato dalle 17 alle 20, dovrebbe essere stato la ristrutturazione aziendale e i potenziali licenziamenti che potrebbero conseguirne.
Gli operai. «Questa volta - scrivono gli operai (gli stessi che dopo la riunione di marzo avevano denunciato pubblicamente la fuga dei sindacalisti che si erano rifiutati di incontrarli) -, li abbiamo aspettati. Ci hanno detto che durante l’incontro si è parlato di licenziamenti massicci e che ogni decisione però è stata rinviata a martedì prossimo quando la proprietà incontrerà nuovamente i sindacalisti per comunicare, forse, i nomi, ma certamente il numero degli esuberi che potrebbe essere fra il 20 ed il 25 per cento dei lavoratori. Praticamente, se questo dato dovesse corrispondere al vero, i licenziamenti dovrebbero oscillare fra i 40 ed i 60 dipendenti».
Calamità. «Un disastro - dicono gli operai -, ognuno dei quali teme di essere nella lista nera. Per molti, sarà una Pasqua di Passione più che di Risurrezione». Poi polemicamente, lamentandosi di non essere sufficientemente difesi aggiungono: «Per molti…ma non per i sindacalisti».
Dilemma ammortizzatori. Nebbia assoluta invece, per quanto concerne la possibilità dell’adozione degli ammortizzatori sociali. Da proporre subito secondo alcuni, impraticabili invece nel sugherificio Ganau, secondo altri.
La mazzata. La notizia subito diramatasi tramite i social già nel corso della notte, ieri mattina ha fatto il giro della città ed è stata commentata con notevole preoccupazione da tutti gli strati sociali della città. «Un numero così alto di licenziati nella realtà cittadina e territoriale - dicono in tanti -, è una mazzata terribile i cui effetti si dilateranno nel tempo».
La proprietà. Tantissimi i commenti anche nei confronti della proprietà, cui si riconosce la grande capacità imprenditoriale il coraggio dell’innovazione ma anche la sfortuna di essere incappata in una delle peggiori crisi economiche, politiche e sociali degli ultimi 80 anni.
Impegno unanime. In molti hanno espresso anche la ferma convinzione che da questo stato di cose si possa e si debba uscire. Col lavoro e l’impegno di tutti. Proprietà ed operai sicuramente, ma anche con l’intervento serio, «senza fronzoli e chiacchiere partitiche delle forze politiche e sociali» e persino della stessa Chiesa diocesana. «Dimostratasi da tempo - hanno detto alcuni lavoratori - come uno dei soggetti più attento sollecito alle necessità del popolo».
Nel tardo pomeriggio di ieri intanto, da registrare una riunione degli operai voluta dalla Cisl per informare i propri iscritti. L’incontro fissato per le 17 a tarda sera non si era ancora concluso.
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