Giro d’Italia amarcord 180 ciclisti al via nel 1991
La prima volta di Olbia aveva visto in sella i miti Bugno, Chiappucci e Chioccioli La folla delle grandi occasioni e il centro abbellito avevano accolto la carovana
OLBIA. Cose del genere in città non si erano mai viste. Per salutare quei fenomeni che divoravano i chilometri con la forza dei polpacci e dei quadricipiti, Olbia aveva tirato fuori dall’armadio un elegante abito confezionato su misura. Era il maggio del 1991 e per la prima volta nella sua storia Olbia aveva visto sfrecciare sulle sue strade la lunga carovana del Giro d’Italia, edizione numero 74. I miti avevano le sembianze di Gianni Bugno, Claudio Chiappucci e Franco Chioccioli. E gli olbiesi, per evitare di far brutte figure davanti al mondo intero, avevano completamente rivoluzionato la città. Più o meno la stessa cosa che sta accadendo in queste settimane, in attesa che il 5 e il 6 maggio il Giro d’Italia torni a incantare Olbia per la seconda volta. A dir la verità, anche nel 2007 Olbia aveva avuto a che fare col Giro: quella volta nessun ciclista in città, ma il Geopalace era stato trasformato nel quartier generale.
La prima volta. Il Giro d’Italia, nel 1991, era partito proprio da Olbia. 180 i ciclisti al via. La prima tappa il 26 maggio: una Olbia-Olbia di 193 chilometri, vinta da Philippe Casado, con partenza da piazza Regina Margherita e passaggio lungo corso Umberto e via Principe Umberto. Il rientro nel pomeriggio, in via Redipuglia. Il giorno dopo, la seconda tappa: Olbia-Sassari, 127 chilometri, vinta da Bugno. Ad assistere alla partenza del Giro la folla delle grandi occasioni. In piazza, davanti ai ciclisti, pure i mamuthones di Mamoiada e i costumi di Oliena. La sala stampa per i 400 giornalisti accreditati era stata allestita nel palazzo dell’alberghiero, a Poltu Quadu.
Fiori e vetrine. Il centro storico aveva cambiato aspetto. Sui balconi e lungo le strade erano comparse delle coloratissime fioriere. Sui muri, invece, i manifesti con scritto «Olbia saluta il Giro». Ma il grosso lo avevano fatto i commercianti, che avevano allestito le proprie vetrine. La Top Ten dischi aveva esposto delle bici in rame e acciaio, realizzate dalla comunità Arcobaleno. La Sapigraphika, storica libreria olbiese, aveva esposto delle foto inedite di Fausto Coppi. La pasticceria Muzzetto aveva creato delle torte a forma di Italia rosa.
Festa con Bartali. Al Country di Porto Rotondo, invece, la grande festa di gala. L’ospite più atteso era Francesco Cossiga, presidente della Repubblica, che alla fine non era riuscito a tornare nell’isola. Tra gli assenti illustri anche l’Aga Khan. C’erano però Gino Bartali e Rita Levi Montalcini, madrina del Giro. Presenti pure i ministri Vincenzo Scotti e Carlo Tognoli e il presidente della Regione Mario Floris. Al PalaDeiana si era invece svolto un dibattito con Adorni, Gimondi e Moser.
Lavori straordinari. Proprio come oggi la giunta, ai tempi guidata da Gian Piero Scanu, era stata obbligata a intervenire sul manto stradale del centro, segnato dalle buche. Le cronache dell’epoca ricordano che a nove giorni dal via le strade erano ancora in pessime condizioni. Il Comune aveva dato la colpa dei ritardi alla pioggia, ma poi era riuscito a intervenire evitando la figuraccia.
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