La Nuova Sardegna

Olbia

La Settimana santa: a San Paolo un bagno di fede e di tradizione

di Dario Budroni
La Settimana santa: a San Paolo un bagno di fede e di tradizione

Venerdì chiesa gremita per il tradizionale “S’iscravamentu” Questa mattina “S’incontru” in piazza Regina Margherita

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OLBIA. La chiesa si è riempita quasi subito. E il resto dei fedeli ha invaso piazza Santa Croce, dove due schermi hanno riproposto ciò che stava accadendo dentro San Paolo, davanti all’altare, sotto il pulpito di legno scuro. La drammatica deposizione di Cristo dalla croce ha ammutolito la folla. È da cinquecento anni che le cose, a San Paolo, la sera del venerdì santo funzionano più o meno così. Gli uomini vestiti di bianco della confraternita Santa Croce sono tornati a rappresentare un momento che per i cristiani è uno dei più ricchi di significato. Tra le tantissime persone assiepate sul punto più alto del centro storico, comunque, anche qualche turista e pure una folta schiera di fotografi amatoriali. Perché «S’Iscravamentu» è innanzitutto fede, ma è anche storia e tradizione, un rito che è parte del codice identitario di Olbia.

La deposizione. Fino al 1954 quella di San Paolo era l’unica parrocchia della città, visto che la stessa San Simplicio si trovava ancora in periferia. Ed è proprio qui che l’origine dei riti della settimana santa si perde nei secoli. «S’Iscravamentu», cioè lo schiodamento di Cristo dalla croce, di origine spagnola, è sicuramente il rito più suggestivo delle celebrazioni pasquali. Venerdì sera, il Cristo a grandezza naturale è stato così lentamente deposto dalla croce. È stato fatto scivolare giù, tramite un lungo lenzuolo bianco, e poi adagiato dai confratelli di Santa Croce su un lettino bianco. Sul pulpito il parroco di San Paolo, don Gianni Satta, e l’antropologo Bachisio Bandinu, il primo laico a commentare, in sardo, i momenti della passione e della deposizione. Poi il Cristo, seguito dalla statua della Madonna addolorata, è stato portato fuori dalla chiesa, accompagnato dai confratelli incappucciati, dalle candele accese e dai canti del coro Olbia folk ensemble. La processione, a cui hanno partecipato migliaia di persone, ha sfilato lungo corso Umberto, piazza Regina Margherita, via La Marmora e ancora corso Umberto, per poi fare ritorno in chiesa, dove i fedeli hanno fatto la fila per salutare e baciare la statua.

La valorizzazione. Quest’anno la settimana santa ha presentato qualche novità. Il Comune ha infatti deciso di valorizzare gli antichi riti. Così l’assessorato alla Cultura, guidato da Sabrina Serra, ha inserito le celebrazioni pasquali di San Paolo nel regolamento degli eventi culturali cittadini e ha investito 2mila euro in promozione. In accordo con l’Aspo, sono stati piazzati due schermi in piazza Santa Croce, per permettere a tutti di seguire il rito de «S’Iscravamentu». Il prossimo obiettivo è andare a caccia dei finanziamenti regionali di cui già beneficiano altre Settimane sante dell’isola.

«S’incontru» in piazza. L’ultimo atto oggi, giorno di Pasqua. Alle 10 la messa a San Paolo e la distribuzione del pane. Alle 11, invece, la processione de «S’Incontru», cioè il festoso incontro tra le statue del Cristo risorto e della Madonna in piazza Regina Margherita. Il tutto, dalle 11, sarà trasmesso in diretta tv sul canale 879 di Sky e il canale 620 del digitale terrestre. Inoltre saranno trasmesse anche le immagini de «S’Iscravamentu». Una diretta che rientra nel piano di promozione voluto dal Comune.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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