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Olbia

Un po’ d’Africa negli scaffali della biblioteca

Un po’ d’Africa negli scaffali della biblioteca

È uno dei progetti legati alla didattica inclusiva e coinvolge gli studenti stranieri del De Andrè

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TEMPIO. Sarà un grande continente, ma non tanto da non potergli trovare spazio in uno scaffale. Non a caso, il bel progetto (uno dei tanti) che il Liceo “De André” ha attivato per mettere all’opera i quindici giovanissimi studenti africani che lo frequentano da diversi mesi s’intitola proprio “Africa a scaffale aperto”.

L’idea, che coinvolge anche la biblioteca comunale, è quella di realizzare uno specifico spazio letterario da riservare a poeti e narratori africani. Più che un progetto, è un’attività che fa in un certo senso da ciliegina sulla torta a “Legàmi”, contenitore progettuale che la scuola diretta da Maria Chiara Demuro ha ideato per dare vita a una vera didattica inclusiva. Così, i ragazzi africani del “De André” lasceranno un segno materiale del loro impegno attraverso la costruzione di un indice letterario di cui potranno avvalersi i tanti lettori della biblioteca. Nei prossimi giorni uno degli studenti maliani del De Andrè, Abdoulay Sanogo, parteciperà a tre lezioni sulla letteratura africana in una quinta del Linguistico, permettendo ai suoi coetanei italiani di confrontarsi su un'importante letteratura francofona. Alla base di questo eccellente risultato c’è anche il lavoro di diversi insegnanti, in particolare Sara Puggioni, Valentina Balata e Fabio Solinas. «Le emozioni e le occasioni di confronto e di crescita per noi docenti di italiano - dichiara Valentina Balata - sono tante quante le facce di questo progetto sempre in divenire. La sfida non è facile, perché piano linguistico, formativo e interculturale si intrecciano. Il valore di questo progetto è quello di un lavoro plurimo, polifonico, complesso e sorprendente come quello del nostro viaggio». Si lavora in biblioteca, ma anche e soprattutto in classe. E così, con la professoressa Puggioni viene fatto in modo che i temi di letteratura vengano sviluppati in modo da connettere il testo letterario e i vissuti personali dei ragazzi africani. Un esempio: l’Odissea come archetipo narrativo del vissuto del migrante con l'epica che aiuta a fare i conti con le insidie del viaggio popolato da mostri, sirene e volti amici.

L’esperienza del De André è tanto significativa che altre scuole potranno farne tesoro. «Cureremo un opuscolo che contiene schede didattiche distinte per ambiti disciplinari elaborate nel corso dell'anno - dichiara Sara Puggioni - per lasciare una traccia del percorso sperimentale, la cui difficoltà più grande è stata quella di pensare e progettare una didattica inclusiva in chiave del tutto inedita». (g.pu.)

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