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Olbia

Bar incendiato dai titolari, a giudizio madre e figlio

OLBIA. Non era un attentato l’incendio che nel mese di gennaio dell’anno scorso aveva danneggiato seriamente un bar edi via Fausto Noce, vicino alla basilica di San Simplicio. I titolari del pubblico...

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OLBIA. Non era un attentato l’incendio che nel mese di gennaio dell’anno scorso aveva danneggiato seriamente un bar edi via Fausto Noce, vicino alla basilica di San Simplicio. I titolari del pubblico esercizio, madre e figlio, infatti, sono stati rinviati a giudizio per danneggiamento, truffa, furto e frode all’assicurazione. Ieri mattina, in tribunale a Tempio si è svolta l’udienza preliminare davanti al gup Elisabetta Carta.

I due indagati, Giammario Piras e la madre Grazietta Calaresu, difesi dall’avvocato Cristina Cherchi, dovevano rispondere dell’accusa di aver provocato loro stessi l’incendio simulando un furto alle slot machine e un attentato. Le indagini condotte dalla Procura di Tempio e dai carabinieri del nucleo operativo del gruppo territoriale di Olbia, hanno portato alla conclusione che madre e figlio avevano dato fuoco al locale (simulando anche un furto) per incassare il premio dell’assicurazione. Insomma, un raid inesistente che ora sta provocando un mare di guai ai due. Il processo si svolgerà in tribunale il prossimo mese di settembre.

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