L’accusa: silenzio della politica
L’attacco dell’opposizione. Di Lorenzo (Cgil): esuberi in eccesso sul previsto
TEMPIO. I licenziamenti annunciati dal sugherificio Ganau hanno suscitato una ridda di interventi che commentano l’accaduto, cercando in molti casi anche un capro espiatorio. La prima ad intervenire a livello sindacale è stata Luisa di Lorenzo, segretario della Cgil Gallurese: «Il numero degli esuberi – scrive – ci pare eccessivo rispetto a quanto l’azienda aveva anticipato nei vari incontri. L’azienda inoltre dimostra un atteggiamento di chiusura al ricorso a qualsiasi tipo di ammortizzatore anche se la normativa sulla cassa integrazione straordinaria è rimasta invariata per il processo messo in atto da Ganau. L’azienda invece, dichiara che le nuove tecnologie andranno a sostituire completamente alcune maestranze che pertanto non serviranno più. Decretando in questo modo la definitiva chiusura di alcuni reparti».
Daniele Carbini, portavoce di Tempio Libera, rivolge «il primo pensiero alle famiglie che dovranno affrontare una condizione assolutamente critica. Il secondo pensiero va alla comunità, con l'interrogativo pressante di quante altre attività finiranno nel baratro in un'economica generale che appare in caduta libera». Dura la critica alla politica: «Che ha sempre speso parole di vicinanza – scrive Carbini –, che ha sempre detto di essere al fianco delle aziende, ma che nel concreto sinora non ha fatto registrare una sola iniziativa degna di nota».
Antonio Balata e Monica Liguori ribadiscono che «il gruppo consiliare di Tempio Libera non ha mai taciuto di fronte a quella che si intravedeva come una grave emergenza occupazionale, intervenendo più volte a livello regionale per proteggere i lavoratori in pericolo e chiedendo che un’eventuale intervento finanziario fosse vincolato alla salvaguardia dei livelli occupazionali. Cosa che evidentemente non è avvenuta. Di fronte a una emergenza che per ora interessa, in maniera più significativa, il nostro Comune ma che rischia di estendersi ad altre aziende del settore, avevamo sollecitato inutilmente un’azione politica che avrebbe dovuto coinvolgere tutti i Comuni del Distretto del Sughero dando alla vertenza una valenza regionale o addirittura nazionale visto l’elevato valore strategico di tutta la filiera» . (a.m.)
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