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Olbia

Nuovo appalto, Assl prende tempo

Nuovo appalto, Assl prende tempo

L’azienda non ha ancora sciolto la riserva sul servizio di lavaggio della biancheria

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OLBIA. La Asl non ha ancora deciso chi dal primo maggio dovrà lavare e sterilizzare la biancheria degli ospedali di Olbia e Tempio. L’unica certezza è che la lavanderia Clea concluderà il servizio il 30 aprile. È la fine di una storica commessa dell’azienda gallurese che ha causato il licenziamento di 40 persone.

Dal primo maggio dovrebbe subentrare la ditta che è risultata prima nella gara di appalto bandita dalla Assl e vinta dalla “Hospital service”. L’impresa di Chieti è però al centro di una bufera giudiziaria. Il proprietario, Antonio Colasante, è stato arrestato per truffa ai danni della Asl della provincia di Chieti ed è indagato in un procedimento parallelo per le strutture sanitarie del Molise. Per il primo filone di inchiesta dovrà comparire davanti al Gup il 16 maggio. Secondo l’accusa Colasante avrebbe incassato illecitamente dalla Asl due milioni e 130 mila euro per prestazioni che invece dovevano essere gratuite. Con quei soldi Colasante avrebbe acquistato tra l’altro una villa a Porto Cervo. Le accuse a suo carico in Molise sono di richieste di pagamento del servizio superiori a quanto dovuto. Il bando sarebbe lievitato da 19 milioni di euro a 40 milioni. Un romanzone giudizario con conseguenze evidenti anche in Sardegna. I sindacati hanno più volte sollecitato un intervento della Regione. E hanno chiesto alla Assl o di annullare la vecchia gara o di assegnare il servizio di lavaggio della biancheria alla seconda impresa in graduatoria, che tra l’altro è sarda. I dubbi sulla ditta di Chieti erano stati sollevati già in fase di assegnazione. I sindacati chiedevano come fosse possibile che una impresa senza sedi operative a Olbia potesse aver presentato una offerta economica più vantaggiosa delle aziende sarde. La Hospital service non ha nessuno stabilimento di lavanderia e neppure una sede logistica. Lungo il tragitto che dovrà fare la biancheria prima di arrivare a Olbia. Quella sporca dall’Isola Bianca dovrà imbarcarsi sulla nave per Civitavecchia, attraverserà gli Appennini sino a Chieti dove verrà lavata e sterilizzata, per poi compiere il tragitto inverso. Per la Filctem Cgil una vicenda con gravi conseguenze occupazionali. «Ormai mancano pochi giorni alla fine del servizio della Clea – è il commento del sindacato – e c’è la più assoluta incertezza sul futuro. I nostri appelli sono rimasti inascoltati, ma rinnoviamo la richiesta alla Regione affinchè faccia chiarezza». (se.lu.)

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