Il Comune intima: «Nel lungomare niente bancarelle»

L’associazione Archè era pronta a piazzarle da metà aprile Una diffida firmata da tre dirigenti e dal sindaco glielo vieta

OLBIA. Carte bollate al posto del dialogo. Il Comune caccia le bancarelle da via Principe Umberto a colpi di diffide. Con una nota firmata dal sindaco Settimo Nizzi, dai dirigenti ai Lavori pubblici Antonello Zanda, allo Sviluppo economico Michele Baffigo e alla Pianificazione Tino Azzena, viene intimato all’associazione Archè di non sistemare i gazebo bianchi sul lungomare. Appena insediato, il primo cittadino aveva lanciato la sua personale fatwa contro le bancarelle. Troppo brutte secondo Nizzi per meritare di occupare il vialone che costeggia il lungomare. Per compensare la cancellazione delle vetrine itineranti e riprogrammare tutta la politica commerciale del centro storico era stata annunciata una cabina di regia. Che in realtà non si è mai vista.

La diffida. Nero su bianco e con quattro firme pesanti. La diffida del Comune firmata dal sindaco e dai dirigenti è stata notificata dalla polizia locale alla presidente dell’associazione Arche Antonietta Cossu. E inviata anche alla prefettura, alla polizia, alla capitaneria, alla forestale e all’agenzia delle entrate. L’associazione, con in mano le autorizzazioni demaniali rilasciate nel 2016, all’inizio di aprile aveva informato l’amministrazione che dal 13 aprile avrebbe installato i gazebo in via Principe Umberto. Una data non casuale, in contemporanea con l’avvio della stagione delle crociere. La risposta del Comune non lascia spazio a interpretazioni. “Intimazione ad astenersi dal dar corso all’installazione delle strutture in viale Principe Umberto”.

Autorizzazioni. Su via Principe Umberto la competenza sul suolo pubblico non è del Comune ma dell’Autorità portuale. E infatti in virtù delle autorizzazioni demaniali Archè era pronta a sistemare i gazebo bianchi. Una decina in tutto, da anni colorata compagnia delle passeggiate primaverili ed estive al centro storico. Il Comune chiede invece che all’autorizzazione dell’Autorità portuale si affianchino altre tre licenze, commerciali, paesaggistiche ed edilizie.

Mercato parallelo. Nel frattempo l’amministrazione starebbe lavorando a un mercatino parallelo, con gazebo da sistemare in più punti di Corso Umberto. Al momento nessuno ha coinvolto l’associazione Archè e i dieci commercianti, alcuni olbiesi. Il timore è che dopo lo sfratto da via Principe Umberto vengano tenuti lontane anche dal Corso.

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