Bioimpianto, la Regione pensa a un riequilibrio con Tempio
La prima tappa della conferenza dei servizi per l’autorizzazione al progetto Cipnes per Murta Maria I tecnici dell’Ambiente: sì all’ampliamento, ma 8mila tonnellate di frazione umida vanno trasferiti
OLBIA. L’orientamento della Regione è di riequilibrare le capacità di raccolta e trattamento dei rifiuti tra gli impianti di Olbia e Tempio, in considerazione del sovradimensionamento del secondo rispetto alla domanda attuale di quel territorio. Già alla prossima riunione si capirà quale potrà essere la risposta dei sindaci dei quattordici Comuni che conferiscono all’impianto del Cipnes, che nella prospettiva per ora solo indicata dalla Regione dovrebbero con tutta probabilità affrontare un aumento dei costi tariffari a carico dei cittadini. Tuttavia al momento si può solo parlare di ipotesi appena delineate al primo atto della Conferenza dei servizi.
La Conferenza dei servizi si è conclusa alle 15, dopo circa quattro ore di lavoro, nella sede dell’assessorato regionale alla Difesa dell'ambiente. Il Cipnes ha così avviato la procedura finalizzata all'Autorizzazione integrata ambientale e alla Valutazione d'impatto ambientale del progetto di ammodernamento e sostituzione dei propri impianti nel sito di "Spiritu Santu", che attualmente occupa un'area di 35 ettari, di cui 12 occupati dalla discarica consortile (7 ettari in copertura definitiva e 5 attivi). Il Cipnes era rappresentato dal presidente Mario Gattu e dagli ingegneri Antonio Catgiu e Giovanni Maurelli. Per la Regione i tecnci dell’assessorato.
Tre, in sostanza, gli aspetti messi in evidenza dai tecnici regionali. C’è in primo luogo la disponibilità per la realizzazione del progetto di ampliamento della discarica, fino a 150mila tonnellate all'anno, come previsto dal Piano regionale dei Rifiuti organici. La Regione consideri che nell'intero territorio gallurese (Alta e Bassa Gallura) c'è un oggettivo deficit impiantistico. Qui si inserisce la seconda nota, ovvero l’ipotesi di trasferimento, da Tempio a Olbia, di una parte di rifiuti indifferenziati. Contestualmente è stata ventilata l’ipotesi di trasferimento, dal bacino di Olbia a Tempio, della frazione organica dei rifiuti proveniente da raccolta differenziata (Forsu), sino a 8mila tonnellate all'anno, sulle 22mila prodotte dal bacino di Olbia. Questa ipotesi scaturirebbe dal fatto che l'impianto di Tempio sarebbe sovradimensionato.
Sulle osservazioni della Regione, ora, si dovranno esprimere gli enti territoriali (tredici Comuni), e in particolare il Comune di Olbia (non era presente il sindaco Settimo Nizzi). Si tratta ora di attendere la prossima tappa, proprio in relazione al trasferimento di residuo organico(il cosiddetto umido) da Olbia a Tempio). Soluzione che comporterebbe il raddoppio dei costi, con il conseguente aumento delle tariffe a carico dei cittadini.
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