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Olbia

l’incidente di Azzanì nel 2014

Sul guard rail della morte decide il giudice

Sul guard rail della morte decide il giudice

TEMPIO. Per la procura della Repubblica l’inchiesta sul tragico incidente in cui perse la vita un artigiano di Enas, Gian Paolo Spanu di 34 anni, deve essere archiviato senza colpevoli. Ad opporsi...

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TEMPIO. Per la procura della Repubblica l’inchiesta sul tragico incidente in cui perse la vita un artigiano di Enas, Gian Paolo Spanu di 34 anni, deve essere archiviato senza colpevoli. Ad opporsi alla richiesta di archiviazione avanzata al gip del tribunale è stato, ieri, il patrocinante di parte civile, l’avvocato Giuseppe Bardini che rappresenta la vedova e i quattro figli, tutti in giovane età, dello sfortunato operaio. Il decesso avvenne nell’ottobre del 2014, quando il muratore, alla guida della sua Fiat Multipla, perse il controllo del mezzo per la scarsa aderenza della sede stradale e, dopo una sbandata, finì con l’auto contro il guard rail. Che, anzichè trattenere e impedite l’uscita di strada dell’automezzo, aprì letteralmente la vettura tranciando di netto una gamba allo sfortunato operaio. Per l’avvocato Giuseppe Bardini la responsabilita civile di quel sinistro va imputata alla provincia in quanto doveva effettuare la manutenzione stradale per inadeguata aderenza dell’asfalto e per la pericolosità del guard rail, che aveva contribuito ad aggravare l’incidente anzichè attenuarne gli effetti. Il caso è stato preso a riserva dal giudice. (g.p.c.)

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