La Nuova Sardegna

Olbia

Sugherificio Ganau critiche alla politica

di Angelo Mavuli

Sinistra Italiana e Resistenza all’attacco sui licenziamenti «Serve un intervento forte per salvare lavoro e territorio»

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TEMPIO. Sinistra italiana con Giovanni Tendas (eletto qualche giorno fa segretario provinciale), e Resistenza Gallura con il portavoce Mario Satta, intervengono, con due diversi comunicati, sui licenziamenti nel sugherificio Ganau.

Anello più debole. Tendas nella sua disamina, dopo avere espresso la propria solidarietà a tutti i lavoratori in lotta per il posto di lavoro (Meridiana, Clea e Ganau), così prosegue: «Non è possibile che a pagare gli effetti delle crisi aziendali e le scelte manageriali private o pubbliche, siano solo i lavoratori che si trovano ancora una volta ad essere l'anello più debole della catena produttiva. Questa crisi che getta nello sconforto tanti lavoratori e tante famiglie, dimostra che il sistema produttivo della Gallura è arrivato a un punto di svolta».

“Regione asservita”. «Occorre chiamare a un ruolo attivo la Regione, l’amministrazione in generale, ivi compreso lo Stato, che da troppo tempo ha distolto l'attenzione dal nostro territorio indebolendolo con un sistema di dismissioni e di tagli - continua Tendas -. La giunta Pigliaru deve essere meno asservita al potere centralistico del Governo guidato dal renzismo e rispettare invece gli impegni assunti, affrontando il problema della Gallura in modo diverso. Dobbiamo riscrivere la storia della Gallura. Noi di Sinistra Italiana ci siamo».

Resistenza Gallura. Chiede fermezza contro i licenziamenti Ganau anche Resistenza Gallura che con un comunicato, a firma di Mario Satta, critica il silenzio dei sindacati, che «affrontano le situazioni a fatti avvenuti, più per dovere d’ufficio che per la tutela del lavoro», e quello ben più grave della politica che ha sepolto nell’oblio la “moria” di numerose aziende e la perdita di centinaia di posti di lavoro. Apprendiamo che, da pochissimo, i sindacati son scesi finalmente in piazza, anche se nella virtualità di una piattaforma mediatica. Cioè al minimo sindacale».

Rabbia e attesa. «La solitudine nella quale sono stati lasciati gli operai nella fase iniziale della lotta, dai sindacati e dalla politica crea tuttavia rabbia e sconcerto. Ora - conclude Satta - attendiamo con ansia gli interventi dei rappresentanti politici e istituzionali del territorio, sempre che si possa parlare ancora di territorio. Attendiamo le risposte di un governo Regionale che iniziava la propria missione con presupposti ben diversi nei confronti dei territori, delle specificità e delle energie da mettere in campo. Dal sindacato e dalla politica attendiamo, infine, un residuo di lungimiranza contro la filosofia della fatalità».

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