Cipe, così Tempio ha perso i fondi
Il consigliere regionale Manca replica al sindaco Biancareddu: mancano i progetti
TEMPIO. «Nessuna elargizione insolita dei finanziamenti Cipe». Il consigliere regionale Pd Gavino Manca replica alle accuse del sindaco Andrea Biancareddu che aveva attaccato il ministro Luca Lotti accusato di aver lasciato Tempio fuori dai fondi Cipe. «Sorprendono le parole del sindaco di Tempio. Punta il dito contro il Governo, il ministro Lotti e i sindaci della Gallura, accusandoli di premi e strani accordi legati al referendum costituzionale, ma non si è certo lamentato quando il presidente del Consiglio ha annunciato, lo scorso ottobre, l’impegno di finanziare l’intera graduatoria del bando Periferie che concedeva a Tempio 500mila euro». Il consigliere regionale ricorda come il comune gallurese «avrebbe potuto presentare progetti fino a 18 milioni di euro, e li avrebbe ottenuti tutti, – rimarca Manca – mentre si è limitato a chiederne 500mila». Sulla situazione denunciata da Biancareddu, relativa all’incontro avvenuto ad Aggius, Manca spiega che «in quell’occasione il ministro Lotti si è fermato con i sindaci del territorio per fare il punto sui problemi concreti delle comunità locali e li ha informati che era intenzione del Cipe raccogliere le istanze giunte alla presidenza del consiglio da parte dei piccoli comuni per finanziare progetti immediatamente cantierabili». Il governo, infatti, ha deciso di utilizzare dei residui Cipe, 107 milioni, risorse provenienti dalla vecchia programmazione non spese dalle Regioni per i piccoli centri. «Biancareddu – prosegue Manca – dovrebbe essere contento perché in questo modo la Gallura ha potuto ricevere oltre 4 milioni e mezzo di euro, oltre ai 500mila di Tempio». E ricorda che «Tempio, in graduatoria, era al 54esimo posto e i progetti finanziati erano non più di 24. La decisione di Renzi di finanziarli tutti, aggiungendo 1miliardo e mezzo ai 500 milioni stanziati per il bando, ha consentito al comune di avere le risorse che altrimenti non avrebbe avuto».
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