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Olbia

Elezioni, Ragnedda: «Non si può costruire con chi impone veti»

di Serena Lullia
Elezioni, Ragnedda: «Non si può costruire con chi impone veti»

Arzachena, l’avvocato spiega lo strappo con l’ex sindaco «La gente ci chiede unità, la mia idea di governo è inclusiva»

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ARZACHENA. Spiega il ritorno al primo amore con serenità, senza fare polemica e senza abdicare al suo ruolo di leader pacificatore. Il candidato sindaco, Roberto Ragnedda, parla della rottura con il gruppo “Insieme per Arzachena” dell’ex sindaco Alberto Ragnedda. «Il gruppo, accordandomi la fiducia a guidare la coalizione, mi aveva dato mandato, pieno e incondizionato, ad aprire la consultazione con tutti i movimenti e le forze sociali in campo – spiega Ragnedda –. E così io ho fatto. Ho avuto un primo incontro con la coalizione di Fresi-Filigheddu-Russu-Frazioni al quale aveva partecipato anche “Insieme per Arzachena”. Ma negli ultimi dieci giorni il gruppo dell’ex sindaco ha cercato di sostituire al progetto unitario che avevamo pensato, alla grande alleanza per la pacificazione sociale di Arzachena in cui io continuo a credere, un’alleanza chiusa, con veti su alcune formazioni come l’Unione delle frazioni. Di fronte a queste imposizioni di chiusura preconcetta sono nati dei malumori. Che hanno spinto lo stesso gruppo di “Insieme per Arzachena” a cercare candidati alternativi a me, senza che ovviamente ne sapessi nulla. Sottolineo invece la correttezza di Gianni Filigheddu e del suo gruppo che mi ha sempre sostenuto con lealtà. Ho dunque comunicato a “Insieme per Arzachena” che i veti non mi interessano e che per me esiste una coalizione aperta in cui i no si dicono sulla mancata condivisione delle idee di governo, non per partito preso. Ho quindi fatto un secondo incontro con la “piattaforma” da solo. Un candidato sindaco deve pensare che per governare deve essere espressione di tutta la comunità, non di una sola parte. Io sono per l’inclusione, non per l’esclusione».

Roberto Ragnedda aveva abbandonato oltre un mese fa le consultazioni con il primo embrione di piattaforma. «Allora c’erano situazioni instabili, posizioni che sono venute meno – sottolinea Ragnedda –. Nel frattempo si sono uniti anche altri movimenti con i quali abbiamo avviato un confronto sereno e leale. Dietro un’azione politica seria c’è senso di responsabilità e voglia di costruire, non di distruggere. Non devono prevalere i personalismi ma la collegialità e il dialogo. Ed è su questi principi che stiamo portando avanti la discussione, senza arroccarsi su posizioni precostituite. La gente di Arzachena ci chiede unità, serietà e responsabilità. Ed è seguendo la voce del popolo che intendiamo costruire il progetto per rilanciare Arzachena». Il gruppo di Alberto Ragnedda è rimasto quindi senza candidato sindaco. Con la sua formazione anche il gruppi di Abbiadori. Due gli scenari all’orizzonte: un nuovo capolista su cui puntare o lo spostamento verso le liste di Gigi Astore o Maria Giagoni.

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