La Nuova Sardegna

Olbia

la tragica alluvione del 2013

Il processo alle battute finali: oggi si conclude l’istruttoria

di Giampiero Cocco
Il processo alle battute finali: oggi si conclude l’istruttoria

TEMPIO. Si conclude oggi, con la deposizione degli ultimi testi e le “spontanee dichiarazioni” che potranno essere rese dagli indagati, la lunga istruttoria dibattimentale sulla disastrosa alluvione...

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TEMPIO. Si conclude oggi, con la deposizione degli ultimi testi e le “spontanee dichiarazioni” che potranno essere rese dagli indagati, la lunga istruttoria dibattimentale sulla disastrosa alluvione del 18 novembre 2013. Il processo, aperto per le ipotesi di disastro ambientale, mancata attivazione delle procedure d’allarme per le popolazioni e omicidio plurimo colposo di dieci persone, tra le quali un bimbo e una bimba in tenerissima età, prese avvio nel dicembre 2015, e dovrebbe concludersi, stando al calendario d’udienza, nella prima metà di luglio 2017.

A rispondere di quelle accuse sono chiamati l’ex sindaco di Olbia Gianni Giovannelli, il collega di Arzachena (anche lui ex) Alberto Ragnedda e i coimputati Antonello Zanda, Gabriella Palermo e Giuseppe Budroni, dipendenti comunali e responsabili di ambiente e protezione civile, oltre a Federico Ceruti Ferrarese, responsabile ambiente e protezione civile della ex provincia Tempio Olbia. I morti di quella tragica giornata di calamità naturale furono dieci: Anna Ragnedda di 83 anni, Francesco Mazzoccu, 37 e il figlioletto Enrico di 3 anni, Patrizia Corona di 42 anni e sua figlia Morgana di 2, e Maria Massa, di 88 anni. Ad Arzachena, travolti dall’acqua nel seminterrato in cui abitavano, persero invece la vita i quattro componenti di una famiglia italo-brasiliana: Isael Passoni, 42 anni, Cleide Mara Rodriguez, 42, Weniston Passoni, 20 anni, e Laine Kellen Passoni, di 16. Nel processo discusso davanti al collegio giudicante presieduto dal neo capo della corte d’Appello di Cagliari Gemma Cucca sono state citate e sentite quasi 150 persone tra investigatori, consulenti d’ufficio e di parte, familiari delle vittime dell’alluvione e i tanti testi oculari che, con il loro racconto, hanno rievocato le ore di terrore e di disgrazia vissute in città e nelle campagne attorno a Olbia e Arzachena.

Il prossimo 19 maggio la parola passerà alla pubblica accusa, rappresentata in aula dal capo della Procura gallurese Domenico Fiordalisi e alle parti civili costituite.

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