La Nuova Sardegna

Olbia

Festa grande per San Simplicio

di Dario Budroni
Festa grande per San Simplicio

L’intera comunità gallurese in fermento onora il vescovo-patrono della città assassinato nel 304

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OLBIA. Il parco avvolto da un serpentone di arrostitori, la processione con il santo ricoperto di fiori colorati, i fuochi d’artificio per avvisare la città che la festa è cominciata. E in mezzo la sagra delle cozze, concerti, cavalieri lanciati al galoppo, una remata, cabaret e folclore. È il momento che la città attende per un anno intero. Sa festa manna de mesu maju torna a riunire la comunità olbiese ai piedi della basilica di San Simplicio. I festeggiamenti dedicati al patrono di Olbia e della Gallura inizieranno giovedì con il tradizionale spettacolo pirotecnico. L’ultima giornata di festa sarà lunedì 15 maggio, il giorno della processione. Sabato l’evento clou, con il concerto di Michele Zarrillo sul prato del parco Fausto Noce.

La storia. La storia di San Simplicio è iniziata agli albori del IV secolo, quando Olbia era sotto il dominio di Roma. Simplicio era il pastore della piccola comunità cristiana presente in città, ucciso con una lancia perché si era rifiutato di adorare la figura imperiale. Insieme a lui altri tre martiri: Fiorenzo, Diocleziano e Rosula. Il culto, poi, non si è più perso. La stessa basilica sorge sulla tomba del santo. «San Simplicio è morto praticando il vangelo, hanno cercato di metterlo a tacere. Invece è più vivo che mai e noi lo festeggiamo», dice don Giovanni Debidda, parroco di San Simplicio dal 1978.

La partecipazione. La festa è organizzata come ogni anno dal comitato dei festeggiamenti, presieduto da Lucio Petta. Ma a partecipare è tutta la città. «Con la questua abbiamo raccolto 30mila euro», dice il presidente. Il Comune, che negli anni si era attestato a quota 50mila, stavolta sborserà 65mila euro. «Per adesso sarà così, poi l’obiettivo è arrivare un giorno a 100mila euro, come si faceva un tempo», spiega Sabrina Serra, assessore alla Cultura. Dalla Regione ne arrivano 95mila.

Il programma. Il primo appuntamento giovedì alle 17 con il raduno delle bandiere. Alle 21.30, sul lungomare, i fuochi d’artificio che danno il via ufficiale alla festa, mentre subito dopo al Fausto Noce il concerto dei Gentiles. Venerdì alle 20 in basilica il concerto di musica popolare «Mesu maju in coro», mentre alle 21.30 sul sagrato i canti in lingua sarda e alle 22.30 al parco lo spettacolo «Frades in festa». Sabato alle 10.30, in via Escrivà, la Remata della gioventù, per la prima volta inserita nei festeggiamenti di San Simplicio. Alle 18 al Fausto Noce la grande sagra delle cozze e di sera il concerto di Michele Zarrillo, il nome di punta di questa edizione di San Simplicio. Domenica alle 9 in via Dei Lidi il memorial «Raimondo Sanna». Alle 17 in via Redipuglia il «Palio della Stella», al quale parteciperanno 26 cavalieri in rappresentanza dei comuni galluresi. Alle 22 al parco il cabaret con Lapola. All’alba di lunedì 15 maggio, giorno di San Simplicio, la Diana. Alle 11.30 la messa presieduta dal vescovo Sebastiano Sanguinetti e alle 18 la processione, con decine di gruppi folk dell’isola. Di sera al parco, invece, la rassegna del folklore presentata da Giuliano Marongiu. Come sempre, attorno al Fausto Noce trovano posto giostre, bancarelle e ristoranti ambulanti dove il piatto simbolo è il panino con la salsiccia.

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