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Olbia

Ganau, rabbia degli operai contro un vertice segreto

di Angelo Mavuli
Ganau, rabbia degli operai contro un vertice segreto

Lunedì un incontro azienda-sindacati, ma l’esito sarà divulgato solo giovedì I dipendenti: «Immorale, così non dormiamo». Biancareddu, ipotesi dimissioni

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TEMPIO. L’annuncio di Biancareddu pronto a dimettersi «se dalla Regione non dovessero arrivare segnali concreti di attenzione sui 79 licenziati nel sugherificio Ganau». La Regione che proprio oggi analizza la crisi. La mancata diffusione del piano industriale. Una pesante contestazione nei confronti dei sindacati, che nella tarda serata di lunedì, dopo un incontro con la direzione aziendale(il primo dopo lo sciopero di venerdì 5), ne hanno secretato l’esito. Ecco, in sintesi, gli sviluppi della vertenza Ganau.

Dibattito televisivo. L’annuncio di Biancareddu («mi dimetto se non arrivano risposte») è arrivato al termine di un lungo dibattito televisivo su una emittente locale, che ha visto confrontarsi consiglieri comunali dei tre schieramenti consiliari, rappresentanti delle diverse forze politiche, associazioni culturali, sindacati ai massimi livelli provinciali e la stessa Chiesa cittadina, rappresentata da don Antonio Addis.

Contestazione. La contestazione nei confronti del sindacato, invece, è arrivata da Lello Aisoni, licenziato e portavoce degli operai, numerosi e silenziosi durante la trasmissione, quando a Luisa Di Lorenzo, segretaria della Cgil, è stato comunicato che l’esito dell’incontro appena concluso dalla delegazione sindacale con l’azienda sarebbe stato reso noto soltanto giovedì. «Non è possibile - ha reagito con forza Lello Aisoni - che ancora una volta si continui a giocare sulla nostra pelle. Capite - ha detto rivolgendosi al segretario provinciale - che tutto ciò non ha senso? Ci costringete a non dormire,per la preoccupazione sino a giovedì. E’ immorale».

Strategia. Da Luisa di Lorenzo, che ben capisce la reazione degli operai, arriva la motivazione: «Il silenzio di qualche giorno potrebbe avere una motivazione strategica». Interpretazione non accettata dagli operai diversi dei quali invece interpretano il silenzio dei sindacati come un tentativo di difesa della proprietà da uno sciopero improvviso.

Ammortizzatori. Dopo qualche ora, comunque, si è saputo che la fabbrica Ganau non intende ricorrere ad alcun ammortizzatore sociale e che sarebbe invece disposta a ritirare solo 4 licenziamenti.

Dimissioni e vertici. Dal sindaco, in conclusione, con l’invito a lottare uniti, è arrivata anche la volontà di dimissioni «se il gesto dovesse servire a far desistere l’azienda dai licenziamenti». Durante il dibattito televisivo uno dei licenziati ha avuto un malore ed è stato soccorso dal 118, che lo ha trasportato al Dettori. Nella serata di ieri, infine, annunciato un incontro del vescovo con gli operai in episcopio. Oggi, invece, alle 10,30, Cgil e Cisl saranno sentitei dalla commissione attività produttive del consiglio regionale.

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