In tre anni minori entrate per 13 milioni
OLBIA. Si chiama Fondo sui crediti di dubbia esigibilità e riguarda tutte quelle somme che il Comune dovrebbe incassare ma non riesce a farsi pagare. Ci sono quasi 13 milioni e mezzo di euro per i...
OLBIA. Si chiama Fondo sui crediti di dubbia esigibilità e riguarda tutte quelle somme che il Comune dovrebbe incassare ma non riesce a farsi pagare. Ci sono quasi 13 milioni e mezzo di euro per i prossimi tre anni. Tecnicamente, in vista dell’approvazione del rendiconto di gestione, viene disposto il riaccertamento ordinario dei residui, attraverso il quale si procede alla cancellazione dei residui attivi e passivi non assistiti da obbligazioni giuridicamente perfezionate nonché alla reimputazione dei residui attivi e passivi le cui obbligazioni non sono esigibili alla data del 31 dicembre dell’esercizio a cui si riferisce il rendiconto. Il Fondo crediti di dubbia esigibilità rappresenta un accantonamento di risorse che gli enti devono stanziare nel bilancio di previsione al fine di limitare la capacità di spesa alle entrate effettivamente esigibili e che giungono a riscossione, garantendo in questo modo gli equilibri di bilancio. La mancata riscossione di tributi e tariffe iscritti in bilancio ma non incassati blocca nei conti del Comune la cifra monstre degli oltre 13 milioni di euro, per evitare di finanziare spese reali con entrate teoriche, iscritte a bilancio ma non incassate. Il Fondo è dunque proporzionale ai mancati introiti del Comune negli ultimi 5 anni e rappresenta un termometro degli inceppamenti nella macchina della riscossione: da quest’anno le regole contabili chiedono di accantonare il 70% delle mancate riscossioni, fino ad arrivare al 100% nel 2019. Olbia prevede di accantonare: 3 milioni 725 mila euro nel 2017; 4 milioni 440 mila euro nel 2018 e 5 milioni 224 mila nel 2019.
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