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Olbia

La figlia di un paziente denuncia: «C’è tanto degrado in Medicina»

La figlia di un paziente denuncia: «C’è tanto degrado in Medicina»

Ancora proteste contro il reparto del Giovanni Paolo II: «Manca il personale, assistenza inadeguata» E la Assl replica: «Stiamo sostituendo gli infermieri assenti. Accuse non vere, la realtà è un’altra»

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OLBIA. «Malati ricoverati e “abbandonati” in un reparto degradato. Questo è ciò che si vive nella Medicina del Giovanni Paolo II dove, per la mancanza di personale (tra Oss e infermieri), si creano situazioni inaccettabili». A parlare è Sonia Figoni, figlia di un paziente, rimasta senza parole nel momento in cui ha trascorso diverse ore nel reparto. E così, la donna, ha scritto alla direzione sanitaria, al prefetto e persino al ministro della Salute utilizzando parole durissime per denunciare «la grave emergenza».

In questo periodo, attorno al reparto di Medicina, è esploso un vero e proprio caso. Sono intervenuti prima alcuni parenti dei pazienti che denunciavano «la mole di lavoro pazzesca per gli Oss e quindi l’impossibilità di dare un’assistenza adeguata». Poi ha azato la voce il Nursing up per la forte carenza di infermieri.

Sonia Figoni (la sua è una famiglia di Arzachena) pone una domanda alla direzione sanitaria: «Ma è a conoscenza delle condizioni in cui si trovano i malati? La volontà di chi ci lavora non può bastare, le forze sono insufficienti. E così i pazienti allettati, vengono lasciati a lungo senza essere cambiati. Ho trascorso un giorno e una notte con mio padre e non potevo rimanere zitta. Gli infermieri distribuiscono i farmaci secondo le indicazioni ricevute, ma non sempre riescono a somministrarle perché hanno mille cose da fare. Chi, come mio padre, non mangia da solo, ha atteso 5 giorni prima che arrivasse l'alimentazione artificiale e tre giorni per avere una sbarra da mettere nel letto».

L’autrice della denuncia parla poi di un altro malato. «Ero presente quando, una mattina, non potevano fargli l’insulina: in tutto il reparto non si trovava una siringa per questo tipo di terapia. Assurdo». Ma la protesta di Sonia Figoni va ben oltre. E le accuse sono davvero pesanti.

Pronta la replica della Assl. A partire dalla carenza degli infermieri. «La direzione, di concerto con i vari reparti, ha da tempo avviato tutte le procedure possibili per il reclutamento del personale infermieristico per procedere alle sostituzioni del personale assente. A oggi, in Medicina, a fronte di 22 infermieri inseriti in pianta organica, si registrano 8 assenze dal servizio (tra malattie, congedi e altro). Dal 15 maggio, gli assenti dovrebbero tornare al lavoro, ma per far fronte alla criticità abbiamo dirottato in questo reparto due infermieri da altre unità operative, a cui si dovrebbero sommare ulteriori tre unità entro la settimana. Per quanto riguarda la somministrazione delle terapie, le stesse vengono distribuite in maniera puntuale dal personale infermieristico sulla base di precise indicazioni fornite dai medici e non in maniera casuale. Non è vero invece che l’alimentazione artificiale sia stata somministrata in ritardo: il trattamento è stato adottato solo dopo l'accertata impossibilità da parte del paziente di nutrirsi in maniera fisiologica». E infine: «L’indisponibilità della siringa da insulina - chiude la direzione aziendale - è stata risolta nell'arco della mattina e nel pieno rispetto delle necessità assistenziali dei paziente». (s.p.)

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