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Porto Rotondo, ancora dimissioni nel Cda

Porto Rotondo, ancora dimissioni nel Cda

Lascia il consigliere Giovanni Ragnedda, è il quarto in pochi mesi. Il presidente: andiamo avanti così

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OLBIA. «Ultimissime dal Cda, si è dimesso un altro consigliere», strilla la testata online Controcampo da Porto Rotondo, che è solita “fare le pulci” alla gestione del consorzio. È vero, Giovanni Ragnedda ha lasciato l’incarico nei giorni scorsi e si aggiunge all’ormai lungo elenco dei consiglieri dimissionari, quattro negli ultimi mesi. Via l'avvocato Corrado Fara e via Luisa Polo, commerciante, la più votata alle ultime elezioni consortili. Soprattutto via Leonardo Donà dalle Rose, il figlio del conte Luigi, fondatore di Porto Rotondo. E adesso Giovanni Ragnedda. Due consiglieri dimissionari sono stati sostituiti, il terzo no.

La notizia delle dimissioni di Ragnedda è stata confermata dal presidente del consorzio, Gianluca De Fazio, che non ha voluto commentare. «In questo momento non prevediamo surroghe o cooptazioni – ha detto il presidente – andiamo avanti così. Dopo l’estate si vota e in questi mesi dobbiamo pensare solo a definire e portare a compimento le tante cose che abbiamo fatto. Lavoriamo in perfetto accordo con il Comune, come mai era accaduto prima, e questto ci permette di realizzare molte opere a beneficio dei consorziati».

Sulle dimissioni di Giovanni Ragnedda in poche ore si sono fatte ipotesi diverse. Insanabili contrasti all’interno del consiglio d’amministrazione, tensioni interne provocate dalle inevitabili polemiche divampate dopo i recenti interventi del consorzio, soprattutto in materia di viabilità (i parcheggi a pagamento da 3 euro all’ora, l’isola pedonale intorno a via Belli). C’è però una vicenda tutta portorotondina che da tempo avvelena i Ragnedda (Giovanni e il figlio Manuel, agenti immobiliari con uffici in una piazzetta davanti a via Belli). Un durissimo confronto-scontro con i vicini di casa o d’ufficio nella piazzetta, un bar che d’estate tra tavolini e ombrelloni oscura l’agenzia immobiliare dei Ragnedda creando enormi disagi e provocando una tensione altissima che proprio n in questi ultimi giorni sarebbe anche sfociata in una vera e propria lite. Tale e tanta sarebbe stata l’amarezza di Ragnedda che, su questo fronte, evidentemente non ha avuto alcun supporto dal consorzio di porto Rotondo.

Aldilà delle vere o presunte motivazioni delle dimissioni di Ragnedda, resta un fatto incontestabile: l’estate 2017 a Porto Rotondo è iniziata nel segno delle polemiche. Prima l’attacco al presidente De fazio con una mozione di sfiducia presentata (ma non approvata) dall’assemblea. Poi le polemiche sulla manovrà urbanistica che ha portato all’isola pedonale in via Belli e dintorni. Quindi il caso dei parcheggi a pagamento (si parte il 1 giugno) nel centro con tariffe salate (sino a 3 euro all’ora) per i visitatori e circa un euro al giorno per i consorziati. (m.b.)

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