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Olbia

Sanità pubblica, nuovo sos La Cgil: è vera emergenza

Sanità pubblica, nuovo sos La Cgil: è vera emergenza

Luisella Maccioni: «Inadeguato il livello di assistenza, serve subito una svolta Al centro di tutto ci devono essere le dotazioni organiche e i servizi da erogare»

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OLBIA. «Tutta l’attenzione della politica (e non solo) è concentrata sulla chiusura del punto nascita della Maddalena e sulla “possibile e imminente” apertura del Mater Olbia. Ma i problemi che stanno consumando i livelli di assistenza della sanità pubblica in tutta la Gallura, vengono relegati a semplici accadimenti dovuti a scelte calate dall’alto e quindi inevitabili. Eppure, le gravi difficoltà del reparto di Medicina del Giovanni Paolo II, sostenute anche dai familiari dei degenti, dovrebbero riportare all'attenzione di tutti che cosa ha significato una riforma sanitaria che ha basato sulla centralizzazione e sulla individuazione di un unico soggetto, la gestione del diritto alla salute».

Luisella Maccioni, della segretaria territoriale della Cgil Funzione Pubblica, parla di emergenza vera e annuncia di voler proporre ai lavoratori lo stato di agitazione di tutto il personale «per contestare lo stato in cui versa la ex Asl 2 e per proporre un’idea di servizio sanitario territoriale che sia calato nella realtà gallurese».

«Partendo proprio dalla carenza di personale del reparto di Medicina - si legge in una nota del sindacato -, bisogna riportare al centro del dibattito lo stretto collegamento tra dotazioni organiche e servizi da erogare, come i vari blocchi su assunzioni e turn over che hanno posto le basi per dequalificare la sanità pubblica e aumentare i carichi di lavoro del personale in servizio».

La Cgil Funzione pubblica chiede un’accelerata affinché «venga da subito applicata l'autonomia delle Assl per individuare le necessità e coprire i posti vacanti». E lo dice facendo riferimento a quanto dichiarato dall’assessore Arru lo scorso febbraio. Ovvero: “Per non pregiudicare i servizi essenziali e assicurare una maggiore rispondenza delle scelte organizzative agli obiettivi generali di tutela della salute, si demanda alle aziende del servizio sanitario regionale le decisioni in materia di assunzioni. E’ quindi necessario modificare la delibera del 1° settembre 2015 che aveva bloccato il turn over. Sebbene non si registrino complessivamente, nell'attuale contesto, gravi carenze di personale, esistono però attività, servizi o reparti in cui è necessario colmare vuoti e dare risposte in termini di migliore assistenza”. Per la Cgil, dunque , «qualcosa non sta funzionando, perché non si stanno colmando i vuoti e non si danno risposte. E il caso della Medicina di Olbia è una triste conferma».

Alla Ats, infine, la Maccioni chiede anche di «avviare una seria riflessione sugli organici non ragionando in splendida solitudine ma coinvolgendo le rappresentanze dei lavoratori.Questi accorgimenti possono dare risposte concrete a un bisogno di buona sanità». (s.p.)

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