Via Mameli, sparite le strisce blu commercianti sul piede di guerra
L’Aspo su indicazione del Comune ha cancellato i parcheggi a pagamento dalla parte alta della strada Allo studio l’utilizzo dei posteggi ex Rsa. I negozianti: «Ma nell’attesa rischiamo di chiudere le attività»
OLBIA. In controtendenza rispetto al resto della città in via Mameli sono sparite le strisce blu. Di buona mattina gli operai dell’Aspo hanno cancellato i parcheggi a pagamento della parte alta della strada, dall’altezza dell’incrocio con via Tavolara fino al passaggio a livello. I commercianti non ne sapevano nulla. La sorpresa ieri mattina all’apertura delle loro attività. Ed ecco perché una delegazione di partite Iva, dopo una rapida consultazione, ha deciso di marciare sul municipio.
Cosa cambia. In via Mameli i posteggi a pagamento finiscono subito dopo l’istituto Panedda. Su tutto il tratto di strada che porta fino al passaggio al livello è vietata la sosta. Sul lato sinistro, proprio in corrispondenza del marciapiede ma al livello stradale, è stato disegnato un percorso pedonale zebrato. Che ha determinato lo spostamento più al centro della via della fermata dell’autobus direzione via Mameli bassa.
La rabbia dei commercianti. «Già è difficile mantenere aperte le nostre attività di questi tempi, se ci vengono tolti anche i parcheggi a nessuno verrà in mente di fermarsi. Così siamo destinati a chiudere». È questa una delle lamentele dei negozianti esposta al sindaco Nizzi nel faccia a faccia in municipio. Il primo cittadino ha spiegato che il percorso pedonale che fiancheggia il marciapiede è una misura temporanea in attesa del suo allargamento. «Nizzi ci ha spiegato che sta trattando con l’Inail per utilizzare il parcheggio coperto dell’ex palazzo dell’Rsa – raccontano i negozianti alla fine dell’incontro –. Una soluzione buona, ma che non ha tempi certi e comunque non rapidi. Per noi il disagio resta». Mentre in alcune zone della città c’è la rabbia per le nuove strisce blu, qui il sentimento è contrario. «I parcheggi a pagamento consentivano un ricambio delle auto e davano la possibilità ai clienti di fermarsi. Ma chi parcheggia a un chilometro di distanza per andare a comprare una cornice o fare un orlo ai pantaloni?», è il pensiero di molte partite Iva. Contestato anche l’assenza di concertazione. «Siamo sempre stati aperti al dialogo. Il sindaco poteva confrontarsi con noi prima di prendere questa decisione o almeno avvisarci». (se.lu.)
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