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Labenur, 5mila turisti nell’antica stazione

Labenur, 5mila turisti nell’antica stazione

Arzachena, bilancio 2016 positivo per la struttura che accoglie il trenino verde adibita a museo

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ARZACHENA. Cinquemila visitatori si sono recati in un anno all’info point del trenino verde, nell’antica stazione ferroviaria di Arzachena. Il piano superiore dell’edificio costruito nel 1929, rimesso a nuovo e inaugurato dalla Anemos, la società che da maggio dello scorso anno gestisce la struttura, ospita il museo Labenur. Un tuffo nel passato lungo oltre 6mila anni per i tanti turisti: dal Neolitico della necropoli Li Muri all’ultimo secolo di vita della civiltà nuragica di Arzachena. Al piano terra vicino alla sala d’aspetto e all’ufficio del capostazione, oggi adibito a punto informazioni e biglietteria del trenino verde, c’è uno spazio riservato ai laboratori. Bilancio più che positivo per il polo culturale. «Nel 2016 abbiamo registrato circa 5mila presenze, tra visitatori, gruppi di turisti, croceristi compresi – spiega Pietro Scarpa, uno dei soci dell’Anemos -. Non solo sono entrati nella struttura ma hanno anche usufruito dei servizi culturali offerti, come le escursioni nel territorio gallurese». La ristrutturazione dell’antica stazione ha ridato linfa alla programmazione del trenino verde. «La Anemos è un point abilitato – spiega –. Vendiamo biglietti e diamo informazioni Sono stati staccati oltre 500 ticket. Abbiamo riattivato il servizio, l’edificio per anni era rimasto chiuso e abbandonato». Hanno visitato la struttura soprattutto stranieri, in particolare tedeschi e inglesi, ma ci sono anche molti alunni di diverse scuole dell’isola. «Il museo espone riproduzioni di reperti e oggetti della quotidianità del periodo preistorico e nuragico – dice Sonia Pala -, oltre a manufatti tipici della cultura degli stazzi. È stato visitato da oltre mille persone, interessate ad accrescere le conoscenze sulla storia e la cultura della Sardegna». Aggiunge Silvia Pitturru: «Diverse scuole hanno scelto Arzachena e il nostro museo come meta per viaggi di istruzione, proponiamo varie attività didattiche e laboratori: dalla lavorazione della ceramica e la pittura preistorica alla simulazione di uno scavo archeologico». In questo periodo la società sta svolgendo un’iniziativa didattica extracurriculare: “I cinque sensi dell’ambiente Gallura”, inserita nel progetto regionale contro la dispersione scolastica Tuttiaiscol@. Gli studenti sono impegnati a conoscere e scoprire le peculiarità del luogo in cui vivono: dai monumenti archeologici alla lingua; dalla musica ai sapori; dai giochi antichi ai profumi. In questi mesi il museo accoglie anche gli studenti del liceo scientifico di Arzachena con un progetto di alternanza scuola-lavoro. Sino a fine giugno tre ragazzi affiancheranno il personale della Anemos durante l’accoglienza dei visitatori e nella pianificazione e realizzazione di attività didattiche e di itinerari turistici. (w.b.)

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