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Olbia

l’isola peddone

Navi romane, quelle esposte sono solo due

OLBIA. Il museo ancora non è un vero museo. La struttura è ampia, elegante e funzionale, ma non si paga il biglietto, i reperti sono pochi e non esiste una gestione. Quello costruito sull’isola...

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OLBIA. Il museo ancora non è un vero museo. La struttura è ampia, elegante e funzionale, ma non si paga il biglietto, i reperti sono pochi e non esiste una gestione. Quello costruito sull’isola Peddone è da anni il simbolo delle semi-incompiute della città. Qualcosa, però, potrebbe presto cambiare. Il Comune ha infatti appena messo a norma il ponticello che collega l’isola con la terra ferma, con un investimento di 15mila euro. Con il ponticello non a norma il Comune non potrebbe neanche chiedere l’inserimento della struttura nei circuiti museali regionali e nazionali. «I lavori del ponte sono terminati e adesso siamo solo in attesa del collaudo statico da parte dei vigili del fuoco per i successivi adempimenti - spiega l’assessore comunale alla Cultura, Sabrina Serra -. Poi ovviamente studieremo che tipo di gestione dare al museo. L’obiettivo è valorizzarlo al massimo, dovrà diventare il simbolo della storia e della cultura della nostra città». Il museo oggi contiene soltanto due delle 24 navi romane ritrovate durante gli scavi per il tunnel nel 1999. Si tratta di un patrimonio unico al mondo. Poi sono conservate anfore, urne e utensili di ogni epoca, da quella nuragica fino a quella medievale passando per quelle romana e punica. Comunque ancora molto poco rispetto ai tantissimi reperti conservati nelle casse di legno dei magazzini della soprintendenza archeologica. Il museo dell’isola Peddone, una volta rilanciato, potrebbe trainare il resto dei siti sparsi per l’agro olbiese, dal pozzo sacro di Sa Testa fino alla tomba dei giganti di Su mont’e s’abe, ben tenuti ma ancora privi di gestione. «Il museo avrà un ruolo chiave – continua l’assessore Sabrina Serra –. Stiamo lavorando per rendere completamente fruibile e mettere a sistema l’intero patrimonio archeologico della città. Immagino come un grande pacchetto completo che racchiuda tutto. Siamo convinti che possa essere uno strumento straordinariamente efficace per la promozione turistica anche nell’ottica di una offerta non solo estiva e balneare». (d.b.)

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