Dopo l’incendio ripartono le polemiche
Il cargo Moby resta ormeggiato in attesa dell’ispezione del Riina. I vigili del fuoco sollecitano l’apertura del distaccamento
OLBIA. La nave cargo “Giuseppe Sa.” resta ferma al molo numero otto dell’Isola Bianca, in attesa che le verifiche e i controlli degli impianti antincendio e di sicurezza degli ispettori del Rina si concludano. Nel frattempo dal ventre della nave è stata spostata la motrice e il rimorchio andati a fuoco all’una del mattino di domenica, quando la nave, che navigava al largo della Toscana diretta al porto di Olbia, lanciò l’Sos per incendio a bordo. Le carcasse saranno esaminate dai consulenti d’ufficio incaricati dalla Capitaneria di Porto di accertare l’esatta origine delle fiamme, che sinora sono state attribuite ad un corto circuito che ha interessato i mezzi di trasporto di una impresa di Thiesi che erano parcheggiati nel ponte centrale della nave. Anche su questo punto è necessario attendere l’esito delle risultanze peritali per poter affermare con esattezza cos’è accaduto a bordo. E in relazione all’emergenza che si è venuta a creare sul traghetto diretto al porto di Olbia interviene il Conapo, il sindacato autonomo dei vigili del Fuoco che da anni denunciano le carenze, in termini di presidi specializzati e l’inadeguatezza dei soccorsi nel principale approdo del Nord dell’isola.
«Proprio su Olbia – scrive Pietro Nurra, segretario provimnciale del Conapo – siamo riusciti a contrastare il paventato depotenziamento delle unità terrestri ma non la chiusura del distaccamento navale voluto per effetto della Spending Rewiev così come per il nucleo Sommozzatori, ridimensionato negli organici e quindi non è più presente nel arco notturno». Vincenzo Taula, aderente al Conapo, spiega che «è una follia già denunciata a tutti i livelli politici locali e nazionali così come ai vertici della nostra amministrazione che un porto come Olbia non abbia il previsto distaccamento navale dei VVF che garantisca il servizio antincendio e di soccorso. Si continua a sottovalutare il principale porto in Sardegna per numero passeggeri e relativo traffico marittimo, cui si aggiunge la tratta nazionale di Golfo Aranci la discreta flotta di pescherecci con tutto l’attiguo traffico diportistico dei vari porti turistici, da Sa Marinedda a Porto Cervo, e l’importante traffico sviluppato a Santa Teresa che collega l’isola con la Corsica».
Una protesta che vede in prima linea il sindacato dei vigili del fuoco, che prende vigore dalla carenza di servizi nel porto olbiese in occasione dell’emergenza venutasi a creare con il cargo “Giuseppe Sa.”. «Purtroppo abbiamo visto giusto – conclude Pietro Nurra – e i fatti puntualmente ci danno ragione. Confidiamo che la politica locale e quella Regionale si faccia nuovamente carico dell’emergenza e sottoponga il problema al Dipartimento affinché sia istituito il distaccamento nautico Vvf e che possa essere potenziato l’organico del nucleo sommozzatori di Sassari, come già in passato, per la copertura notturna del Nord Sardegna».
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