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Olbia

Due arresti dopo l’accoltellamento al bar

Due arresti dopo l’accoltellamento al bar

Il gip del tribunale ha scarcerato Nicola Cherchi, resta in carcere il fratello Giovanni. Sono accusati di tentato omicidio

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OLBIA. La lite finita a coltellate martedì sera dentro lo Snack bar di via Fausto Noce ha portato all’arresto dei fratelli Nicola e Giovanni Cherchi, di 42 e 44 anni, con l’accusa di concorso in tentato omicidio. Sono i due sospettati che i carabinieri avevano subito individuato e accompagnato in caserma dopo l’accoltellamento. Un lungo interrogatorio, poi l’arresto. Ieri mattina, all’udienza di convalida davanti al gip Alessandro Di Giacomo, i due (accompagnati dai difensori Cristina e Abele Cherchi) si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. In udienza il pubblico ministero ha chiesto la custodia in carcere per entrambi gli arrestati, ma il gip, dopo ulteriori istanze probatorie avanzate dalla difesa, ha disposto la scarcerazione di Nicola Cherchi. Resta invece in carcere il fratello Giovanni, su cui evidentemente pesa il carico maggiore di responsabilità per l’accoltellamento di Federico Porcu, il proprietario del bar (lo gestisce insieme alla madre Maria) dove martedì sera è scoppiata la lita finita poi nel sangue. Nessun accenno in udienza, dunque, ai motivi che avrebbero portato uno dei due fratelli a estrarre il coltello e a colpire per due volte il barista.

Intanto Federico Porcu, che si trova sempre ricoverato all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per la suturazione delle ferite riportate, che hanno interessato parte dell’intestino (asportazione della cistifellea) e il tronco con una ferita che ha attraversato la cassa toracica e il diaframma fermandosi a pochi centimetri di distanza dal cuore. Per il momento resta in prognosi riservata.

Ieri intanto i carabinieri del reparto territoriale di Olbia, al comando del colonnello Alberto Cicognani hanno fornito alcuni dettagli del fatto di sangue. Si è appreso così che il tempestivo intervento dei carabinieri in via Fausto Noce è dovuto a un militare che per caso si trovava nella zona poco prima di prendere servizio. Il carabiniere è stato allertato dalla madre di Federico Porcu e ha subito informato la centrale operativa del reparto territoriale di Olbia. Grazie all’intervento tempestivo del Nucleo operativo e radiomobile le ricerche dei due sospetti sono scattate rapidamente grazie anche alle informazioni e testimonianze raccolte in via Fausto Noce. Questo ha permesso di identificare e rintracciare (erano nella loro abitazione) i responsabili dell’accoltellamento. I carabinieri hanno anche recuperato il coltello usato per ferire Federico Porcu. Si tratta di un coltello a serramanico con la lama lunga circa sette centimetri. Secondo quanto riferito dai carabinieri, il coltello era ancora sporco di sangue .

Dei due fratelli Cherchi, Nicola è quello già noto alle forze dell’ordine. Nel 1995, giovanissimo, mise a segno con un complice una rapina finita nel sangue nei confronti di Peppino Uda, un commerciante originario di Silanus ucciso dietro il bancone del suo negozietto di generi alimentari con due colpi di fucile. (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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