La Regione prende per mano le start-up
Presentato il percorso di Imprinting per aiutare le nuove aziende a nascere e a svilupparsi nel tempo
OLBIA. Se non si è imprenditori per dna, lo si può comunque diventare. La regola d’oro è seguire un percorso di formazione con esperti seri e ottenere dei finanziamenti. È in sintesi questa la missione del programma Imprinting della Regione Sardegna. Un iter di assistenza e formazione che punta ad abbassare il tasso di mortalità delle giovani imprese. È abbastanza semplice mettere su una azienda. Molto più complicato farla crescere, sviluppare, resistere alla crisi e alla concorrenza. Ieri mattina i tecnici della Regione hanno presentato le tappe del percorso di Imprinting. Duplice la finalità: non solo favorire la nascita di start-up, ma anche il ricambio generazionale. I genitori che intendono passare l’azienda ai figli, potranno seguire questo percorso.
Due le fasi. La prima, ex ante, lunga 24 ore, è rivolta a trasformare l’idea in un progetto. Degli esperti aiuteranno nella fase di marketing, organizzazione aziendale, conoscenza dei tributi, creazione del business plan. Se l’idea verrà considerata buona e fattibile, sarà ammessa al finanziamento della Sfirs. Prevista anche una fase di conciliazione tra impegni privati e lavoro. I destinatari del finanziamento del microcredito per le start-up avranno diritto per due anni ai servizi di conciliazione, fondamentali per chi ha bambini. Quindi ludoteche, centri diurni ed educativi, ma anche accompagnamento disabili e anziani, purchè non garantiti già dal servizio pubblico. Conclusi i seminari informativi partirà la fase di avvio delle domande a sportello, presumibilmente a giugno. «La mancata formazione è la prima causa dell’insuccesso delle nuove imprese – spiega l’assessore alle Attività produttive Marco Balata –. Ringraziamo la Regione per questa opportunità e chiediamo che i corsi siano attivati anche in città».
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