Dalle trote ai libri un centro di studi ai piedi del Limbara
TEMPIO. Ai piedi del Limbara, immersi in un verde in cui le pietre sembrano “florescenze” emerse con discrezione dal sottosuolo. Sembrerebbe uno dei paesaggi incantati di Myiazaki, ma è il Limbara e,...
TEMPIO. Ai piedi del Limbara, immersi in un verde in cui le pietre sembrano “florescenze” emerse con discrezione dal sottosuolo. Sembrerebbe uno dei paesaggi incantati di Myiazaki, ma è il Limbara e, più semplicemente, Curadureddu. A pensarci bene, non poteva esserci forse un’area più indicata di questa per far nascere un osservatorio che dovrà occuparsi della vita della montagna gallurese. Si chiamerà Cedap, acronimo che sta per “Centro di Educazione e Documentazione Ambientale e Paesaggistica”. Diventerà un punto di incontro per studiosi, ambientalisti e amanti della montagna. Grazie a un primo finanziamento, è stato possibile ristrutturare il vecchio incubatoio delle trote e dare a questo una nuova destinazione d’uso. Tutto sotto la guida dell’architetto Antonio Menicucci che ne ha ideato, curato e seguito il progetto, concependo e realizzando gli interventi necessari con il proposito di preservare al massimo l’ambiente, riducendo nella misura maggiormente possibile qualsiasi forma di impatto.
Il progetto, che è vicino alla sua completa realizzazione (si stanno apportando giusto gli ultimi ritocchi alla struttura), aderisce alle politiche di tutela e valorizzazione del Limbara. Nell’area interessata dall’intervento sono presenti altre strutture destinate al turismo montano e alla promozione del patrimonio forestale. All’edificio è stata assegnata una nuova funzionalità che potrà incanalarsi in una serie di attività legate all’escursionismo montano, ma anche alle esigenze didattiche e formative di tutte le scuole dell’isola, a qualsiasi ordine e grado appartengano. L’obiettivo che ha ispirato il progetto è quello di contribuire a sensibilizzare le giovani generazioni verso le tematiche dell’ambiente e del paesaggio. Un compito che sarà più facile assolvere in una struttura che si trova immersa in uno degli scenari naturali più suggestivi dell’intera Sardegna. Abbandonata e non utilizzata da diversi anni, la struttura dell’ex incubatoio ha mostrato più di un elemento di degrado ai tecnici e alle maestranze che hanno lavorato nel sito. Ciò non ha fortunatamente impedito di compiere un vero e proprio restyling. (g.pu.)
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