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Olbia

La Cassazione su Galizia e Cristiano: arresti non necessari

di Angelo Mavuli
La Cassazione su Galizia e Cristiano: arresti non necessari

Pubblicate le motivazioni della revoca delle misure cautelari I difensori: grande soddisfazione, accolte le nostre censure

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OLBIA. La sesta sezione della Corte di Cassazione, in data 16 maggio 2017, ha depositato le motivazioni della sentenza con la quale all'udienza del 22 marzo 2017 aveva annullato il provvedimento del Tribunale del riesame, confermativo dell'ordinanza cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del magistrato Vincenzo Cristiano, accusato di corruzione in atti giudiziari insieme agli imprenditori Umberto Galizia di Pozzuoli e Manuel Spano di Olbia.

Gli imputati e i loro difensori hanno espresso «grande soddisfazione per avere visto accolte le censure che sin da subito erano state sollevate dapprima avverso l'ordinanza cautelare e, successivamente, avverso quella del tribunale del Riesame».

La Suprema Corte, oltre a ritenere che non vi fossero esigenze che giustificassero l'emissione della grave misura cautelare, ha anche esaminato il merito del ricorso, ritenendo che, per quanto concerne l'ipotesi accusatoria (Galizia/Cristiano), nemmeno fossero ipotizzabili indizi di colpevolezza.

In relazione al caso Spano – spiega l’avvocato Antonello Desini che ne è il difensore – e alla contestata ipotesi di corruzione del Giudice Cristiano, la sentenza non si è invece soffermata a valutare i singoli indizi rilevando che "in questa sede è preclusa la rilettura del compendio probatorio". Nella sostanza si è ritenuto di non poter riesaminare gli elementi di fatto, rientrando gli stessi nell'esclusiva cognizione del giudice del dibattimento, dove quindi si valuteranno atti e posizioni di eventuale responsabilità.

Secondo i difensori, dunque, si può «tranquillamente affermare che il caso Galizia sia da considerarsi definitivamente chiuso, mentre, per quanto riguarda il caso Spano, le prove dedotte che verranno assunte nell'imminente processo, consentiranno di sgombrare ogni residuo dubbio in ordine alla assoluta liceità delle condotte contestate, facendo così crollare definitivamente il castello accusatorio».

Alla fine dello scorso marzo il Tribunale di Roma aveva revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari applicata al magistrato, ex Gip del Tribunale di Tempio,Vincenzo Cristiano (rappresentato dall’avvocato Giovanni Azzena), dopo quasi quattro mesi di custodia cautelare. (gpm)

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