Terminal dell’Arst in stato di abbandono Turisti accolti male
Tempio, l’ex stazione ferroviaria è piena di rifiuti Una discarica a due passi dalla fontanella d’acqua pubblica
TEMPIO. L’ex stazione ferroviaria di Tempio, da anni rinominata Terminal Arst riconosciuta con una lettera dell’aprile 2013 dallo stesso presidente Arst di allora, Giovanni Caria, assolutamente «bisognevole di urgenti interventi di riqualificazione urbana e restauri anche strutturali», continua a essere ignorata dall’azienda rwegionale dei trasporti.
Discarica. Il terminal, prima immagine della città per le centinaia di turisti che quotidianamente arrivano con i pullman, si presenta come un enorme deposito di mezzi ormai dismessi e di tonnellate di ferro arrugginito, senza il minimo rispetto delle norme sanitarie. Sul posto trovano posto vecchi pullman, carcasse di vagoni, scheletri di locomotive arrugginite, traversine e materiale di risulta. Uno scempio ambientale, in pieno centro cittadino, poco a valle del Parco delle Rimembranze e del Parco Grandi, poco a monte di due quartieri densamente abitati e di una fonte pubblica, la storica fontana di Pastini, oggi preziosissima vista la non potabilità dell’acqua nelle case giunta ormai al 17esimo mese. Palazzina. Anche la palazzina della stazione ferroviaria, costruita nel 1929, un tempo bellissima, set di film e documentari, restaurata diversi anni or sono con fondi europei, risulta oggi nel più totale abbandono. Con un ufficio che funziona come biglietteria per i pullman e tutto il resto lasciato all’oltraggio del tempo e all’oblio. Abbandonate nell’atrio, bisognevoli di restauri, le bellissime cinque tele di Biasi.
Officina. Chiusa anche l’antica officina, una sorta di museo di archeologia industriale, all’interno della quale, caso raro in Italia, è possibile vedere ancora funzionanti le macchine dei primi del 1900 per la manutenzione dei treni e delle tratte ferroviarie. Visibile nello stesso locale la celeberrima carrozza “Bautiero 1913” perfettamente funzionante, destinata a viaggiare solo su commissione. Chi volesse visitare l’officina dovrà inoltrare all’Arst, 5 mail a 5 diversi indirizzi.Chiusi anche i servizi pubblici vandalizzati in ogni loro angolo, gli alloggi dei capi stazione, ed anche il bar che coraggiosamente alcuni anni fa la Pro loco aveva tentato di tenere aperto per qualche mese.
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