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Olbia

Andrea: «Quelli come noi anni fa li rinchiudevano in manicomio»

«“Sono tutti senza scarpe”, quel titolo l’ho scelto io. Perché? Perché i santi sono tutti senza scarpe». Luigia spiega così, al pubblico riunito al museo archeologico, com’è nato il titolo del libro....

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«“Sono tutti senza scarpe”, quel titolo l’ho scelto io. Perché? Perché i santi sono tutti senza scarpe». Luigia spiega così, al pubblico riunito al museo archeologico, com’è nato il titolo del libro. Luisella, invece, racconta di essersi sentita «felice quando guardava il quadro di Matisse». Lisa ha anche fatto un disegno e scritto una poesia, ieri mattina, e l’ha appesa in un pannello in sala, insieme ad altri disegni realizzati dagli utenti del centro diurno. Serena ha letto due poesie. «Una scritta prima di frequentare il centro diurno, l’altra, dopo. C’è grande differenza: prima stavo male, ora sto molto meglio». Andrea ha ringraziato il cielo per essere nato ora che i manicomi sono chiusi. «Perché quelli come noi, sarebbero stati rinchiusi lì». Matti che di matto non hanno nulla. Piuttosto una sensibilità, una profondità di pensiero e una ricchezza immensa da donare a chi condivide con loro anche solo un po’ del proprio tempo. «Ricevo tantissimo ogni giorno da loro», ha rimarcato la coordinatrice del centro diurno, Emanuela Angioni. Che ha raccontato la sua esperienza personale nel laboratorio di lettura emozionale, dove è stato azzerato il ruolo del medico e del paziente. Tutti erano sullo stesso livello. «È stato terapeutico anche per me».
«Avviciniamoci, parliamoci, io ci sono», ha detto il sindaco Settimo Nizzi. Tanti gli interventi da parte dei presenti. Tutti andati via arricchiti dalla straordinaria esperienza “Macchiori”.

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