Immagini e poesie, viaggio emozionale con “Macchiori”
Prima tappa del tour di sensibilizzazione sul disagio mentale Presentato il libro e il video dei pazienti del centro diurno
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OLBIA. Un viaggio emozionale fatto di sogni, silenzi, gioie e lacrime. Di storie vissute, proiettate, sperate. Un carico di sentimenti ed emozioni scaturito dalla visione di opere d’arte di grandi pittori tradotte in pensieri e parole che hanno dato vita a un libro e a un documentario. Protagonisti del progetto – un laboratorio di lettura emozionale di opere d’arte – una quindicina di utenti del centro diurno del Csm, il centro di salute mentale di Olbia. Sono stati loro a raccontare ieri mattina l’esperienza vissuta nel percorso terapeutico fatto un anno fa, in occasione della prima tappa di “Macchiori” evento itinerante che si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi legati al disturbo mentale, contrastando lo stigma e il pregiudizio nei confronti della malattia.
“Macchiori”, ha fatto tappa in città per la prima volta, aprendo il tour che ora si sposterà in altri comuni dell’isola ed è stato curato dai medici psichiatrici del Centro di salute mentale di Olbia e coordinatori del centro diurno del Csm, Emanuela Angioni e Laura Fumagalli, coadiuvati dal personale del Csm e del centro diurno, con la collaborazione dell’associazione “Insieme oltre il muro”.
Sul palco del museo archeologico, operatori, pazienti e volontari hanno raccontato come sono nati il libro “Sono tutti senza scarpe” – nome scelto da Luigia, paziente del centro diurno – e il cortometraggio “Sull’orlo della normalità”, realizzato dal regista Fabrizio Derosas. Immagini, parole e pensieri che annullano le diversità, che alleviano il senso di solitudine e di isolamento tipico delle persone con disturbi psichiatrici. L’arte nelle sue molteplici forme diventa terapia, così come la condivisione col gruppo e col resto della società, è medicina per l’anima. Perché, come hanno ribadito ieri i medici psichiatrici, «la cura delle persone con un disturbo psichiatrico non può limitarsi al lavoro degli specialisti all’interno dei Csm, degli ospedali e delle comunità terapeutiche, ma è fondamentale il coinvolgimento e la presenza della famiglia e della cittadinanza». E questo è proprio l’obiettivo di “Macchiori”: promuovere, attraverso il linguaggio universale dell’arte e della cultura, momenti di incontro e integrazione con la comunità.
«Ho scelto delle opere d’arte e ognuno di loro, di fronte al dipinto, ha dato sfogo alle proprie emozioni», ha spiegato Letizia Mulas, insegnante di storia dell’arte e creatrice del laboratorio di lettura emozionale che si è svolto l’anno scorso. Stati d’animo ed emozioni sono stati trasformati in poesie: Lisa e Luisella hanno letto quella sull’opera “La danse” di Matisse, Lucia e Serena, quella su “Scene di battaglia” di Klee. Pasquale, Michela, Luisella e Andrea hanno raccontato la loro esperienza, con trasporto e padronanza, trascinando la sala in un’altalena di emozioni. I medici psichiatrici Laura Fumagalli, Emanuela Angioni e Pasqualina Pippia, si sono soffermati sull’aspetto terapeutico del progetto. Poi, la presentazione del documentario “Sull’orlo della normalità” e l’intervento di Arcangelo, attore che ha dato voce ai pensieri dei ragazzi del centro diurno. La giornata è proseguita nel pomeriggio con l’esperienza del laboratorio di lettura emozionale di opere d’arte proposta al pubblico, il ballo sardo dell’ Associazione culturale “Due Zero” di San Pantaleo, e l’esibizione del Coro Gospel di Olbia “ Movin’ On Up”.
“Macchiori”, ha fatto tappa in città per la prima volta, aprendo il tour che ora si sposterà in altri comuni dell’isola ed è stato curato dai medici psichiatrici del Centro di salute mentale di Olbia e coordinatori del centro diurno del Csm, Emanuela Angioni e Laura Fumagalli, coadiuvati dal personale del Csm e del centro diurno, con la collaborazione dell’associazione “Insieme oltre il muro”.
Sul palco del museo archeologico, operatori, pazienti e volontari hanno raccontato come sono nati il libro “Sono tutti senza scarpe” – nome scelto da Luigia, paziente del centro diurno – e il cortometraggio “Sull’orlo della normalità”, realizzato dal regista Fabrizio Derosas. Immagini, parole e pensieri che annullano le diversità, che alleviano il senso di solitudine e di isolamento tipico delle persone con disturbi psichiatrici. L’arte nelle sue molteplici forme diventa terapia, così come la condivisione col gruppo e col resto della società, è medicina per l’anima. Perché, come hanno ribadito ieri i medici psichiatrici, «la cura delle persone con un disturbo psichiatrico non può limitarsi al lavoro degli specialisti all’interno dei Csm, degli ospedali e delle comunità terapeutiche, ma è fondamentale il coinvolgimento e la presenza della famiglia e della cittadinanza». E questo è proprio l’obiettivo di “Macchiori”: promuovere, attraverso il linguaggio universale dell’arte e della cultura, momenti di incontro e integrazione con la comunità.
«Ho scelto delle opere d’arte e ognuno di loro, di fronte al dipinto, ha dato sfogo alle proprie emozioni», ha spiegato Letizia Mulas, insegnante di storia dell’arte e creatrice del laboratorio di lettura emozionale che si è svolto l’anno scorso. Stati d’animo ed emozioni sono stati trasformati in poesie: Lisa e Luisella hanno letto quella sull’opera “La danse” di Matisse, Lucia e Serena, quella su “Scene di battaglia” di Klee. Pasquale, Michela, Luisella e Andrea hanno raccontato la loro esperienza, con trasporto e padronanza, trascinando la sala in un’altalena di emozioni. I medici psichiatrici Laura Fumagalli, Emanuela Angioni e Pasqualina Pippia, si sono soffermati sull’aspetto terapeutico del progetto. Poi, la presentazione del documentario “Sull’orlo della normalità” e l’intervento di Arcangelo, attore che ha dato voce ai pensieri dei ragazzi del centro diurno. La giornata è proseguita nel pomeriggio con l’esperienza del laboratorio di lettura emozionale di opere d’arte proposta al pubblico, il ballo sardo dell’ Associazione culturale “Due Zero” di San Pantaleo, e l’esibizione del Coro Gospel di Olbia “ Movin’ On Up”.
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