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Olbia

Monumenti aperti, viaggio alla scoperta della storia cittadina 

di Dario Budroni
Monumenti aperti, viaggio alla scoperta della storia cittadina 

Da domani a domenica sera le visite guidate con gli studenti  Nell’elenco ci sono le tombe dei giganti, le chiese e il museo

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OLBIA. La macchina del tempo scalda i motori. Per due giorni consecutivi saranno gli studenti delle scuole cittadine ad accompagnare olbiesi e turisti a spasso per i millenni. Da domani mattina a domenica sera si potranno visitare, con tanto di spiegazione sul posto, dieci monumenti della città. Il sito più antico ha un qualcosa come 3.800 anni. E cioè la tomba dei giganti di Su Mont’e s’Abe. Il pezzo più moderno è il museo archeologico di isola Peddone, costruito una quindicina di anni fa. L’ottava edizione di Monumenti aperti, ideata e organizzata dall’associazione Imago Mundi e coordinata dall’associazione ArcheOlbia con il supporto del Comune, darà la possibilità di conoscere e mettere insieme importanti pezzi di storia olbiese.
I monumenti aperti. I siti saranno visitabili gratuitamente, sia domani che domenica, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Toccherà come sempre a circa 200 studenti di tutte le superiori cittadine, più la media Ettore Pais, a indossare i panni di guide turistiche. In queste ultime settimane hanno studiato la storia della città e per due giorni la racconteranno ai visitatori. Gran parte dei monumenti si trova nel centro. Qui sarà possibile visitare il museo archeologico, che custodisce importanti reperti tra cui i resti di due navi romane e una medievale, poi l’area del porto romano e del foro antico, davanti al municipio, dove un tempo, sui resti di due templi romani, vennero costruite le chiese di Sant’Antonio e della Madonna del Mare. Sempre nel centro la chiesa di San Paolo, che sorge sul tempio di Ercole, le «carreras bezzas», cioè le antiche strade attorno a via Olbia, le terme nell’omonima via, le officine puniche in via Nanni e la chiesa di San Simplicio. Tre i siti visitabili nell’agro: la tomba dei giganti ai piedi del castello di Pedres, l’acquedotto romano di Sa Rughittula, verso Cabu Abbas, e il pozzo sacro di Sa Testa, sulla strada per Pittulongu.
La soddisfazione. L’ottava edizione di Monumenti aperti è stata presentata ieri. L’assessore alla Cultura, Sabrina Serra, ha detto: «Quando si parla di storia e cultura, Olbia non può di certo mancare. Ed è davvero importante che siano gli studenti a raccontarci la storia della città». Presente anche Franco Sardi di Imago Mundi, l’associazione che organizza Monumenti aperti in tutta l’isola: «I numeri sono importanti e siamo sempre decisi a coinvolgere l’intero territorio isolano». Soddisfatto Marcello Cabriolu di ArcheOlbia, l’associazione che coordina la manifestazione: «Una grande occasione per promuovere il patrimonio storico della città, una strada che ArcheOlbia ha imboccato ormai quasi 10 anni fa». (d.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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