La Nuova Sardegna

Olbia

Il lavoro che non c’è la Chiesa si mobilita con tutto il territorio 

Il lavoro che non c’è la Chiesa si mobilita con tutto il territorio 

Sabato un convegno delle diocesi di Tempio e Ozieri Si parla di turismo e beni culturali e di crisi occupazionale

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OLBIA. Il lavoro che non c’è, i cambiamenti sociali, politici e antropologici a causa dei quali molte persone perdono il posto, la ricerca di soluzioni e proposte per uscire da questo drammatico momento, le testimonianze di chi ce l’ha fatta a fronteggiare e superare la crisi. Di tutto questo parlerà la Chiesa, sabato, alle 9,30, nell’aula magna dell’aeroporto Costa Smerada: è lì che si svolgerà il convegno dal titolo “Turismo e Beni culturali” in vista della quarantottesima settimana sociale dei cattolici italiani in programma a Cagliari dal 26 al 29 ottobre(l’unico precedente in Sardegna risale al 1957) sul tema “Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo, solidale”. E’ per questo che tutte le Chiese dell’Isola hanno svolto un cammino di preparazione e le diocesi di Tempio Ampurias e Ozieri hanno scelto di incontrarsi andando a coinvolgere le forze sindacali, politiche e sociali del territorio per una riflessione profonda dalla quale, poi, possano uscire le strategie di rilancio del mondo del lavoro. E una soluzione può essere proprio quella di coniugare il turismo con i beni culturali di cui le due diocesi sono ricche.
Il convegno di sabato è stato presentato ieri nella casa vescovile di via Cagliari: c’erano i vescovi Sebastiano Sanguinetti (Tempio Ampurias) e Corrado Melis (Ozieri), i parroci di Porto Cervo don Raimondo Satta (che è anche direttore dell’istituto Euromediterraneo) e di Monti Pierluigi Sini. Oltre al docente di Economia del turismo e trasporti Carlo Marcetti (che coordinerà i lavori del convegno) e a Salvo Manca, consulente per lo sviluppo turistico del Consorzio Costa Smeralda.
«Non stiamo parlando di un convegno qualunque - ha rimarcato Sanguinetti - perché vogliamo realmente stare vicini a quanti soffrono per aver perso il lavoro o perché non riescono a trovarlo. Ma vogliamo soprattutto cercare soluzioni condivise tenendo sempre presente che oggi, le persone, non hanno bisogno di sussidi o di assistenza ma soltanto di lavoro. Ecco perché ospitiamo esperti di economia del lavoro, storici, archeologi, sociologi e aziende di vari settori». «Tutti uniti per affrontare e motivare i cambiamenti che ci sono stati nel mondo del lavoro - ha aggiunto monsignor Melis - e per trovare la via della svolta». «E l’obiettivo finale, che la Chiesa non può appunto raggiungere da sola - ha detto don Raimondo Satta - deve essere quello di dare segni di speranza. E così, al convegno, sentiremo le esperienze di aziende modello che devono incoraggiare ed essere prese come esempio».
«Ma c’è di più. Nelle diocesi di Tempio Ampurias e Ozieri abbiamo beni culturali di grande importanza - ha ricordato don Pierlugi Sini-, tutte realtà che vanno valorizzate ulteriormente e che possono dare opportunità lavorative». «Ecco perché Chiesa e territorio - ha chiuso Salvo Manca - devono guardare avanti e percorrere lo stesso cammino». (s.p.)

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