Tir fermi all’Isola Bianca il tanfo fa chiudere le giostre
OLBIA. A farne le spese per quel fetore che ammorba l’aria da giorni, ora, sono pure i bambini. I due tir carichi di carne ormai putrefatta parcheggiati in una delle aree di sosta all’Isola Bianca...
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OLBIA. A farne le spese per quel fetore che ammorba l’aria da giorni, ora, sono pure i bambini. I due tir carichi di carne ormai putrefatta parcheggiati in una delle aree di sosta all’Isola Bianca dopo l’incendio avvenuto alcune settimane fa, a bordo di un cargo Moby in navigazione verso Olbia, continuano a emanare un odore insopportabile in tutta la zona. Una situazione insostenibile anche per il parco giochi di Patrizia Moino, alla radice dell’Isola Bianca. L’imprenditrice è stata costretta a chiudere le giostrine e a rimandare a chissà quando il divertimento per i suoi piccoli clienti. “Ci scusiamo per il tanfo che non è dovuto a una nostra volontà. Due tir carichi di carne decomposta sostano al porto...Speriamo bene” si legge in un cartello all’ingresso del parco giochi.
Il sindaco aveva firmato l’ordinanza il 25 maggio scorso dopo le proteste dei commercianti di via Principe Umberto. Ma nonostante il provvedimento di sgombero, i due tir bruciati, carichi di carne ormai putrefatta, sono ancora “parcheggiati” all’Isola Bianca dove, ovviamente l’aria è irrespirabile.
Il sindaco aveva firmato l’ordinanza il 25 maggio scorso dopo le proteste dei commercianti di via Principe Umberto. Ma nonostante il provvedimento di sgombero, i due tir bruciati, carichi di carne ormai putrefatta, sono ancora “parcheggiati” all’Isola Bianca dove, ovviamente l’aria è irrespirabile.
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