I prigionieri del cantiere: «Bloccheremo la strada»
di Dario Budroni
Niente svincoli e complanari, intrappolate 400 persone e numerose aziende Pronti 10 milioni, ma manca l’ok di un organismo che si riunisce ogni due anni
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OLBIA. Si sono riuniti sotto il sole bollente della periferia olbiese. E ci sono voluti pochi minuti per prendere una decisione che da queste parti mette tutti d’accordo. «Ora chiederemo le autorizzazioni necessarie e poi bloccheremo la quattro corsie, perché sono anni che nessuno ci ascolta» spiegano in coro alcuni cittadini che abitano e lavorano alle porte di Olbia, in località Su Trambuccone, cioè quel tratto di campagna compreso tra la città e Enas. Il loro problema è diventato particolarmente famoso. In poche parole, ci sono 400 persone intrappolate dietro la nuova quattro corsie Olbia-Sassari. Qui non esistono svincoli e le strade complanari, che collegano centinaia di case e aziende, sono talmente disastrate da far saltare i nervi a chi ci transita. Come spesso accade, è la burocrazia a fare la parte della palla al piede. La Regione ha preparato il progetto e anche stanziato 10 milioni di euro, ma manca una firma da Roma. La protesta è quindi decisa: tra pochi giorni i residenti e i lavoratori della zona invaderanno l’Olbia-Sassari con trattori, auto e camion.
Il blocco della strada. Non è la prima volta che i cittadini si danno appuntamento per studiare nuove strategie di protesta. Un paio di settimane fa residenti e lavoratori, riuniti in una sorta di comitato spontaneo comunque legato al comitato Olbia-Sassari, avevano lanciato un ultimatum: «Se entro il 31 maggio non ci daranno una risposta concreta, noi bloccheremo la strada». Il 31 maggio è passato. «È solo venuto un ingegnere dell’Anas, che ha promesso qualche intervento entro agosto. Ma lo ha detto a voce, niente di scritto. E noi non ci crediamo, perché è dal 2015 che attendiamo l’inizio dei lavori - spiega Giuseppe Pinna, uno dei cittadini in lotta -. Adesso chiederemo le autorizzazioni alla prefettura e poi, per protesta, rallenteremo il traffico sulla Olbia-Sassari, da Enas alla città».
Una grande trappola. Il tratto di quattro corsie incriminato è il lotto 8. Il problema numero uno è che da Olbia a Enas non esiste neanche uno svincolo per accedere alle case e ai terreni ai lati della strada. Inoltre le complanari, da quando è stata realizzata l’Olbia-Sassari, non sono state più rimesse a posto. Sono in terra battuta e piene di buche. D’inverno si trasformano in un pantano, d’estate la polvere si alza per qualche metro. Poi c’è la questione della segnaletica: assente. Chi non conosce queste zone difficilmente riesce ad arrivare a destinazione. «Pensate se avessimo bisogno di una ambulanza», dicono i cittadini. Una situazione che grava anche sulle aziende, agricole e non solo. L’ultimo problema riguarda il fiume Enas. Qui, prima dell’alluvione del 2013, c’era un ponticello che collegava le complanari. Ora è fuori uso e per raggiungere la sponda opposta del fiume, si è obbligati ad arrivare a Enas e tornare indietro imboccando una complanare. Quando la portata del fiume lo permette, invece, si può guadare il corso d’acqua.
Il freno della burocrazia. La Regione, comunque, ha preparato il progetto e stanziato 10 milioni di euro per asfaltare 14 chilometri di strade complanari e ricostruire il ponticello sul fiume Enas, come confermato qualche mese fa in un incontro tra cittadini e tecnici di Regione e Anas. Manca però la ratifica del Comitato di coordinamento ministeriale, un ente che però si riunisce una volta ogni due anni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il blocco della strada. Non è la prima volta che i cittadini si danno appuntamento per studiare nuove strategie di protesta. Un paio di settimane fa residenti e lavoratori, riuniti in una sorta di comitato spontaneo comunque legato al comitato Olbia-Sassari, avevano lanciato un ultimatum: «Se entro il 31 maggio non ci daranno una risposta concreta, noi bloccheremo la strada». Il 31 maggio è passato. «È solo venuto un ingegnere dell’Anas, che ha promesso qualche intervento entro agosto. Ma lo ha detto a voce, niente di scritto. E noi non ci crediamo, perché è dal 2015 che attendiamo l’inizio dei lavori - spiega Giuseppe Pinna, uno dei cittadini in lotta -. Adesso chiederemo le autorizzazioni alla prefettura e poi, per protesta, rallenteremo il traffico sulla Olbia-Sassari, da Enas alla città».
Una grande trappola. Il tratto di quattro corsie incriminato è il lotto 8. Il problema numero uno è che da Olbia a Enas non esiste neanche uno svincolo per accedere alle case e ai terreni ai lati della strada. Inoltre le complanari, da quando è stata realizzata l’Olbia-Sassari, non sono state più rimesse a posto. Sono in terra battuta e piene di buche. D’inverno si trasformano in un pantano, d’estate la polvere si alza per qualche metro. Poi c’è la questione della segnaletica: assente. Chi non conosce queste zone difficilmente riesce ad arrivare a destinazione. «Pensate se avessimo bisogno di una ambulanza», dicono i cittadini. Una situazione che grava anche sulle aziende, agricole e non solo. L’ultimo problema riguarda il fiume Enas. Qui, prima dell’alluvione del 2013, c’era un ponticello che collegava le complanari. Ora è fuori uso e per raggiungere la sponda opposta del fiume, si è obbligati ad arrivare a Enas e tornare indietro imboccando una complanare. Quando la portata del fiume lo permette, invece, si può guadare il corso d’acqua.
Il freno della burocrazia. La Regione, comunque, ha preparato il progetto e stanziato 10 milioni di euro per asfaltare 14 chilometri di strade complanari e ricostruire il ponticello sul fiume Enas, come confermato qualche mese fa in un incontro tra cittadini e tecnici di Regione e Anas. Manca però la ratifica del Comitato di coordinamento ministeriale, un ente che però si riunisce una volta ogni due anni.
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