Il pescato sardo sulla via della Catalogna
Sviluppo, avviata la cooperazione tra il Flag del nord Sardegna e la macroarea con Baleari e Corsica
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OLBIA. Il mondo della pesca e dell’acquacoltura vuole fare sistema e oltrepassare i confini nazionali. Il Flag del nord Sardegna, cioè il gruppo d’azione costiera, è volato a Barcellona e ha partecipato al lancio di una cooperazione intra-mediterranea. È un modo per creare uno sviluppo locale partecipato. In Catalogna è stato infatti piantato il seme di una macro-regione mediterranea nord occidentale, che coinvolge tutte le filiere della pesca e dell’acquacoltura, alla presenza del ministro della Pesca catalano, Meritxell Serret. Soddisfatto Benedetto Sechi, il presidente del Flag nord Sardegna: «Progettare e realizzare una macro area, tra Catalogna, Baleari, Corsica, sud della Francia e Sardegna, consentirebbe, non solo nell’ambio dell’economia ittica, ma anche nei settori dei trasporti, del turismo e dell’agroalimentare, di proporsi in Europa con maggiore forza ed essere soggetti attivi dello sviluppo sociale ed economico». L’idea di realizzare un programma di cooperazione mediterranea era nata qualche tempo fa ad Alghero in occasione di un incontro tra il ministro della Pesca della Catalogna, Meritxell Serreti, il direttore dell’ufficio algherese della delegazione del governo catalano in Italia, Joan E. Adell, il presidente e il direttore del Flag nord Sardegna, Benedetto Sechi e Vittorio Gazale, e Aldo Panti, consulente tecnico del Flag. Il gruppo di azione costiera nel corso della visita ha incontrato il management della Confraria de pescador, ha partecipato a una simulazione di asta elettronica per la vendita del pescato e ha anche partecipato a uno scambio di buone prassi con importanti enti catalani sul ruolo dei pescatori nei programmi di sostenibilità ambientale, alimentazione e scambi commerciali. Presente a Barcellona, insieme al Flag, anche Mauro Monaco, presidente del consorzio molluschicoltori olbiesi.
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