La Nuova Sardegna

Olbia

La guerra dei filtri, Nizzi contro Abbanoa 

di Giandomenico Mele
La guerra dei filtri, Nizzi contro Abbanoa 

Il sindaco pressa l’azienda per l’adeguamento del potabilizzatore dell’Agnata. I costi: un milione

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OLBIA. Un milione di euro per 24 filtri a carbone attivo. Il pressing su Abbanoa del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, si concentra ancora una volta sul potabilizzatore dell’Agnata, per garantire acqua potabile in città e porre fine allo stillicidio di ordinanze emesse e poi revocate con il divieto di utilizzo dell’acqua per fini alimentari. «Ho chiesto al presidente di Abbanoa di provvedere al cambio di 24 filtri a carbone attivo nell’impianto dell’Agnata – ha spiegato il sindaco –. Vanno sostituiti e rimessi in funzione, per consentire ai nostri cittadini di poter bere l’acqua dal rubinetto. Siamo stanchi di portare a casa l’acqua comprata al supermercato».
Una missione che il sindaco di Olbia porta avanti da diversi anni, fin dai tempi in cui era deputato di Forza Italia, quando nel febbraio del 2015, ai tempi ancora attuali dell’acqua al manganese, aveva effettuato una visita all’impianto di potabilizzazione dell’Agnata e alla diga del Liscia. All’epoca trovò una struttura fatiscente, abbandonata, tra ruggine e incuria. «La situazione rispetto a due anni fa è decisamente migliorata, l’impianto adesso è in ordine, è stato messo in sicurezza e sta funzionando in modo efficiente – conferma Nizzi –. Quest’estate verrà ultimato il nuovo ciclo produttivo con due vasche da 1200 metri cubi di acqua per ora prodotta dall’impianto. Però Olbia continua la sua battaglia per una migliore qualità dell’acqua». Qualità che passa appunto, secondo Nizzi, dalla sostituzione dei filtri a carbone attivo. I 24 filtri, realizzati con 3 miliardi di vecchie lire, sono fermi da 10 anni. Secondo il sindaco basterebbe cambiare i filtri per eliminare il problema.
Abbanoa avvalendosi della collaborazione di Smat aveva avviato un check up completo che toccava i nove impianti nel nord dell'Isola. Team di esperti avevano verificato la gestione con riferimento alla conduzione, manutenzione, infrastrutture ed efficienza energetica. Obiettivo finale: intraprendere tutte le azioni necessarie per efficientare gli impianti. Gli esperti piemontesi avevano visitato anche il potabilizzatore dell'Agnata, il penultimo (maggio 2010) a passare sotto la gestione di Abbanoa. Ma da allora il problema dei filtri è rimasto irrisolto.
La questione acqua potabile, o meglio non potabile, si è trasformata negli ultimi anni in una telenovela per Olbia. Una sequela di ordinanze che ne vietano l’uso si è rincorsa: fino all’ultima, comunicata e poi ritirata dopo pochi giorni, per via Meucci. Da San Pantaleo a Mamusi e Trainu Moltu, dalla zona dell’aeroporto fino a Isticadeddu. Arrivando all’ordinanza di divieto per tutto il territorio comunale de 2 gennaio. Acqua gialla, in alcuni casi marrone. Così il sindaco Nizzi decise di emanare un'ordinanza in autotutela per salvaguardare la sicurezza dei cittadini, vietando l’uso dell’acqua per fini alimentari in tutto il territorio comunale. Successive analisi dell’Asl consentirono di revocare l’ordinanza, anche se la situazione non si è mai del tutto normalizzata.

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