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Ammanchi al Comune «Condannate l’impiegata» 

Ammanchi al Comune «Condannate l’impiegata» 

Per il pm la funzionaria infedele è colpevole: chiesti quattro anni di reclusione L’amministrazione comunale di Sant’Antonio di Gallura si è costituita parte civile

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TEMPIO. Aveva fatto sparire poco più di 36 mila euro dalle casse del comune di Sant’Antonio di Gallura, ente del quale era funzionaria e tesoriera. Ieri con Anna Piccinnu, 55 anni, già dirigente del settore finanze del piccolo Comune gallurese, il pubblico ministero Mario Leo non ci è andato leggero, sollecitando una condanna a quattro anni di reclusione a conclusione della sua lunga requisitoria. Il giudizio abbreviato davanti al gup Alessandro Di Giacomo si concluderà il prossimo giovedì, con le repliche del patrocinante di parte civile, l’avvocato Fabio Varone, e il difensore della donna, il penalista Jacopo Merlini. Anna Piccinnu deve rispondere dei reati di peculato aggravato e falso in atti pubblici. La dirompente indagine che portò la donna agli arresti domiciliari venne avviata alla fine del 2015 dopo che alcuni dipendenti del comune rilevarono delle anomalie nel bilancio del piccolo comune. L’amministrazione comunale avviò una indagine interna e in poco tempo si arrivò alla conclusione che qualcuno aveva alleggerito le casse comunali. L’indice accusatore venne puntato contro la funzionaria, che venne sospesa dal servizio quando fu travolta dalle indagini portate avanti dai carabinieri di Calangianus e dirette dal sostituto procuratore della Repubblica di Tempio Ginevra Grilletti. Stando alle perizie tecniche le donna, per diversi anni, avrebbe modificato le sue buste paga aggiungendo qualche manciata di euro ogni mese, oltre ad aver falsificato svariati mandati di pagamento che avrebbe poi incassato presso l’istituto di credito al quale è affidata la tesoreria comunale. Alla funzionaria infedele è stato contestato un danno erariale di oltre 36 mila euro, somme che avrebbe indebitamente percepito nel corso degli anni grazie alla sua posizione apicale e al suo ruolo all’interno degli uffici amministrativi del piccolo comune gallurese. Nel luglio del 2016, su richiesta del Pm , il gip del tribunale di Tempio dispose l’arresto della funzionaria, confinandola per diversi mesi agli arresti domiciliari. I militari avevano già effettuatole perquisizioni nella casa della donna e negli uffici del palazzo comunali acquisendo documenti che sono stati ritenuti utili nel processo in corso. Resta ancora da chiarire come la funzionaria abbia, nel corso di 4 anni (dal 2012 al 2016) eluso i controlli incrociati ai quali tutti i bilanci degli enti locali vengono sottoposti da parte del collegio sindacale. Ora il processo a carico della funzionaria è giunto alle battute finali, e ieri il pubblico ministero non ha avuto alcun dubbio nel ritenere la donna responsabile della condotta messa in essere contro l’amministrazione comunale della quale era dipendente. (g.p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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