La Nuova Sardegna

Olbia

Migranti a Porto Pozzo polemica sul risarcimento 

di Walkiria Baldinelli
Migranti a Porto Pozzo polemica sul risarcimento 

Santa Teresa, i residenti sollecitano la messa in sicurezza di strada e marciapiedi  L’opposizione attacca: assurdo aspettare il contributo statale per fare i lavori

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SANTA TERESA. Lo Stato versa nelle casse comunali un contributo di circa 100mila euro, 500 euro per ogni migrante che vive nel centro temporaneo di accoglienza a Porto Pozzo, gestito da privati. Il Comune decide di reinvestire l'intera somma nella realizzazione di opere pubbliche nella frazione che li ospita. Appresa la notizia, l'associazione Cittadini di Porto Pozzo ribadisce all'amministrazione le priorità del borgo, il gruppo di opposizione polemizza. «Da due anni chiediamo interventi di messa in sicurezza nel tratto di strada che collega la struttura al centro del paese – dice il presidente dell'associazione, Ottavio Demuro -. Pur essendo una statale riteniamo che il Comune possa farsi carico di ripristinare i marciapiedi, oggi non calpestabili essendo invasi da terra e vegetazione, e di installare alcuni lampioni. Gli ospiti del centro si spostano in gruppi occupando parte della carreggiata. Camminano o vanno in bicicletta senza usare gilet catarifrangenti. Rischiano di essere investiti. La presenza di 200 rifugiati che si alternano nell'ex hotel è una convivenza delicata con i 200 residenti in inverno e con le migliaia di persone che affollano il borgo in estate. Porto Pozzo da sempre è un paese ospitale, ma mancano alcune infrastrutture. Come i marciapiedi anche nell'altro ingresso». L'associazione si fa promotrice di un incontro con gli amministratori per esaminare le soluzioni ai vari problemi. L'opposizione condivide l'urgenza della messa in sicurezza dell'unica via di collegamento con Santa Teresa. «È condivisibile la scelta del Comune di destinare la somma nella realizzazione di opere pubbliche nel borgo – dice la capogruppo di minoranza della lista “A cara a ventu”, Angela Antona -. È assurdo, invece, che per ridare decoro e rendere sicura la viabilità a Porto Pozzo gli amministratori abbiano aspettato il contributo statale per i migranti di quasi 100mila euro e circa 46mila euro dalla lotta all'evasione fiscale. I fondi andavano inseriti in bilancio a prescindere da queste entrate straordinarie e andavano programmate nei 5 anni di mandato. Sorprende ancora di più che non sia stato fatto nulla in precedenza, visto che il sindaco Pisciottu è al suo secondo mandato. Di questi e altri problemi, anche sul fronte del decoro urbano o della spiaggia del paese ne avevamo discusso in varie sedute consiliari. Tra le priorità, vanno rivisti e potenziati gli impianti delle acque nere nella frazione – sottolinea -, sui quali puntualmente si deve intervenire perché si intasano, con oltre 10mila presenze nella stagione estiva».

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