Olbia, pesta a sangue la moglie: nomade arrestato
I carabinieri ammanettano un giovane di 29 anni dopo il ricovero della donna in ospedale: di lei si sta ora occupando il centro antiviolenza. I tre figli allontanati dalla famiglia
OLBIA. E' arrivata all'ospedale con il volto tumefatto, con il setto nasale spaccato, con fratture in tutto il corpo. E' stato suo marito a ridurla in questo stato, un nomade di 29 anni (R.F.) che vive nel campo di Colcò e che da mesi, sempre ubriaco, la picchiava selvaggiamente. Ma lei, forse per paura di una ritorsione ancor più violenta, ha subito sempre in silenzio.
La drammatica situazione è venuta fuori quando la giovane è arrivata al pronto soccorso del Giovanni Paolo II qualche giorno fa. Sono stati i medici, a quel punto, a chiedere l'intervento dei carabinieri della stazione di Olbia i quali, grazie all'aiuto dei Servizi Sociali del Comune e del centro antiviolenza Prospettiva Donna, hanno fatto una serie di accertamenti e scoperto che le botte andavano avanti da tempo, nonostante non fossero mai state denunciate.
Nella mattinata dell'8 giugno, R.F è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate in ottemperanza di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta e ottenuta in tempi rapidissimi dalla procura di Tempio considerata la gravità dei fatti.
Il giovane è stato già trasferito nel carcere di Bancali, a Sassari. La donna, dimessa dall'ospedale, si trova già nella casa protetta del centro antiviolenza. I suoi tre figli, il più grande dei quali ha 9 anni, sono stati separati e accolti in tre comunità diverse.
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