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Olbia

Abusi sessuali a Costa Paradiso settantenne condannato a 9 anni 

Abusi sessuali a Costa Paradiso settantenne condannato a 9 anni 

L’anziano imprenditore di Monza era accusato di aver insidiato una bambina nell’estate del 2006 L’uomo dovrà risarcire i danni subiti dalla sua vittima, i genitori parte civile nel processo in tribunale

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TEMPIO. Riteneva d’averla scampata, dovendo rispondere dell’odioso quanto infamante reato di abusi sessuali su minore, compiuti nella lontana estate del 2006. Ma la giustizia, in questo caso molto lenta, ha dimostrato di avere memoria lunga ed ha condannato l’uomo – un imprenditore settantenne della provincia di Monza – a nove anni di reclusione, oltre al risarcimento dei danni psicofisici creati alla suo giovanissima vittima.

I fatti contestati all’anziano pedofilo sarebbero avvenuti in una delle villette del centro residenziale di Costa Paradiso dove l’uomo, nell’estate del 2006, trascorreva le vacanze. Nella villetta attigua era ospitata una famiglia di impiegati lombardi composta da padre, madre e una bambina che all’epoca aveva appena compiuto nove anni. Il rapporto di amicizia tra la coppia e l’imprenditore li portò a frequentare assiduamente le rispettive residenze, sin quando la coppia lombarda non si rese conto che la loro bimba era stata insidiata e molestata dall’amico di vacanze.

La denuncia era scattata immediatamente, così come l’allontanamento dell’uomo dal nucleo familiare, e l’inchiesta portata avanti contro l’imprenditore monzese aveva fatto il suo corso, finendo prima nell’imbuto del gip e poi negli innumerevoli rinvii dovuti a mancate notifiche alle parti in causa (i genitori e la bimba si sono costituiti parte civile contro l’uomo), facendo saltare ogni fissazione d’udienza. Sino a quella decisiva, svoltasi nel pomeriggio di avantieri a porte chiuse, davanti al collegio giudicante presieduto da Gemma Cucca. Per il pubblico ministero Mario Leo, che aveva preso in carico il fascicolo processuale riportante nella copertina una decina di rinvii, è stato un impegno doveroso di giustizia chiudere l’annoso e gravissimo caso giudiziario con la richiesta di condanna che ripagasse il torto subito, anche dall’apparato giudiziario, dalla piccola vittima di quell’abuso sessuale mai dimenticato.

La conclusione della sua requisitoriain udienza è stata di una pena pesante, nove anni di reclusione, condanna confermata in sentenza dal collegio giudicante. I legali dell’anziano pedofilo hanno annunciato appello.

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