La Nuova Sardegna

Olbia

Chiude la Pediatria,  Montella restituisce la fascia tricolore  

di Walkiria Baldinelli
Chiude la Pediatria,  Montella restituisce la fascia tricolore  

La Maddalena, il “Paolo Merlo” perde un altro reparto  Il sindaco domani andrà dal Prefetto: non ho altri rimedi

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LA MADDALENA. Da voce di corridoio a certezza. Quando il sindaco Luca Montella ha appreso che tutte le attrezzature del reparto di pediatria dell’ospedale Paolo Merlo, farmaci compresi, erano stati trasferiti in altro reparto, ha deciso di rivendicare il diritto alla salute dei maddalenini con un gesto eclatante: domani rimetterà la fascia tricolore nelle mani del prefetto. La protesta giunge a poco più di una settimana dalla visita sull’isola del direttore generale dell’Ats (Azienda per la tutela della salute) Fulvio Moirano. «Un altro pezzo del nostro ospedale viene definitivamente cancellato: la pediatria non c’è più – dice Montella –. La mia fascia tricolore verrà portata al prefetto questo lunedì. Non ho altri rimedi. La bandiera sarda del mio comune viene dolorosamente abbassata a mezz’asta». Scelta ponderata quella di Montella. «La strategia dei vertici sanitari è sempre più inquietante – spiega –. I nostri bambini, compresi quelli che qualcuno ha voluto far nascere ad Olbia cancellando il punto nascita, dovranno transitare dal Pronto soccorso. L’unico pediatra presente, dal primo luglio sarà trasferito nell’ospedale olbiese. Uno dei reparti più accoglienti del nostro presidio, nel quale pochi anni fa sono stati spesi soldi pubblici, non esiste più. Appare tutto sempre più chiaro: nel contorto pensiero tecnico, con l’avvallo della politica, le condizioni di sicurezza anziché col potenziamento della strutture vengono raggiunte con la loro dismissione». Si rivolge all'assessore regionale alla Sanità, a Pigliaru, ai consiglieri regionali e al direttore Moirano. «Un Pronto soccorso che ha una carenza cronica di organico – chiede – non vi pare che esponga l’utenza a ulteriori rischi? Disattese per l’ennesima volta le promesse, restano scippi e distruzioni: un punto nascita cancellato, la pediatria che chiude, una camera iperbarica agonizzante, anticipate qualche anno fa dalla sottrazione della chirurgia. È impossibile per un sindaco affrontare il dissenso dei suoi cittadini che appare sempre più legittimo. Vano lo sforzo di tenere a bada una comunità. La salute delle persone viene svilita di fronte a un’inspiegabile logica dei numeri. Qualcuno vorrebbe che la matematica prevalesse sul valore della vita. Rivendichiamo che ci sia garantito il diritto alla salute».

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